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Da start up a impresa: Re-bello e Vodivì
Posted by Aurora Magni on 19/01/2017 - 0 commenti - view count: 763
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Continua il nostro nel mondo delle start up della moda sostenibile. Abbiamo recentemente parlato di Quid, oggi presentiamo altre due esempi nati dalla creatività –ma anche dalla capacità manageriali- di giovani convinti che si possa abbinare il bello al green.

Re-bello

La Re di Re-bello sta infatti per Revolution. Il progetto made in Bolzano nasce nel 2010 per iniziativa di Daniel Tocca all’epoca 24enne che coinvolge alcuni amici per dare vita ad una linea di prodotti di abbigliamento in materiali selezionati con criteri di sostenibilità, dalle fibre bio al poliestere Newlife ottenuto dal riciclo del Pet e poliammide riciclata da reti da pesca di Aquafil. All’inizio felpe e Tshirt ma progressivamente abiti e capospalla, fino ai cappotti imbottiti di lana tirolese.

Anche grazie alla capacità di coinvolgere investitori oggi Re-bello è diventata una realtà importante che ha chiuso il 2016 con un fatturato di 1,3 milioni d euro.  In un’intervista rilasciata  a Huffingtonpost Tacca ha raccontato i nuovi progetti dell’azienda per il 2017 : un sistema informatico per tracciare ogni prodotto grazie al quale immettendo il codice del capo sarà possibile accedere ai dati tecnici e produttivi e, in futuro,  l’apertura di un negozio monomarca”. https://shop.re-bello.com/it/

 Vodivì

Beatrice Mezzetti è invece una giovane designer umbra e co-creatrice con Pamela Lauteri e Eleonora  Corio del marchio VODIVÌ, brand di accessori che ha aderito all’associazione Slow Tourism. Il punto di forza della ricerca estetica di Beatrice è disegnare gioielli ed accessori ispirati al territorio, in particolare  bassa Valle Umbra e  Valnerina, e alle opere  architettoniche presenti. Ne nascono modelli originali la cui produzione è affidata ad artigiani umbri. I materiali sono selezionati con criteri di sostenibilità  a partire dall’assenza di sostanze chimiche tossiche. Spesso è utilizzata la canapa, fibra ingiustamente sottovalutata e le tinture sono naturali come i tannini usati per il trattamento delle pelli. 


Attenzione dedicata  anche alle informazioni rese a chi acquista una borsa Vodivì: un’etichetta in carta riciclata con un  filo di cotone racconta la storia del prodotto ma offre anche proposte di turismo culturale per visitare la zona che ha ispirato quella borsa o quel gioiello perché il fil rouge è il legame tra paesaggio-arte-artigianato rielaborato con gusto contemporaneo.

Vodivì ha un’ anima locale ma pensa in grande e alla presenza su mercati stranieri. Articoli delle collezioni sono già presenti in negozi in Francia e Inghilterra ma anche negli Stati Uniti e in Giappone. 

 

http://www.vodivi.com/chi-siamo/

 


  
Posted by Aurora Magni on 19/01/2017
Filed under fatti/attualità
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