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Dal Cetma resine epossidiche dalle ghiande e plastificanti bio based senza ftalati
Posted by Aurora Magni on 29/01/2017 - 0 commenti - view count: 129
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Il Cetma di Brindisi è un ente nato nel 1994 da una collaborazione pubblica-privata promossa da ENEA  con la finalità di potenziare i processi di trasferimento tecnologico e di innovazione del Sistema Industriale nazionale, in particolare delle Regioni del Mezzogiorno d'Italia. Due iniziative condotte recentemente hanno solleticato la nostra attenzione.

1.      Nell’ambito del progetto Maind (MAteriali eco-innovativi e tecnologie avanzate per l’INDustria manifatturiera e delle costruzioni) i ricercatori hanno sviluppato in collaborazione con  Dipartimento di Chimica dell’Università di Bari resine epossidiche da fonti rinnovabili (  buccia delle ghiande) per il settore arredo. La ricerca prosegue ora nello sviluppo di un materiale composito costituito dalla matrice biobased e da rinforzi fibrosi di origine vegetale, quali lino e ramiè.

 

 

 

 

 

 

 

 

2.      In collaborazione con l’Università del Salento – Dipartimento di Ingegneria dei Materiali, Serichim S.r.l. di Torviscosa (Ud) ed European Plastics Converter di Bruxelles, il Cetma ha sviluppato un plasticizzante bio-based per soft PVC senza ftalati.

Come noto alcuni ftalati, a causa della tossicità per la riproduzione e di effetti di perturbazione del sistema endocrino, oltre che essere persistenti nell’ambiente, sono già stati oggetto di specifiche regolamentazioni di impiego da parte dell’Unione Europea oltre che denunciati da movimenti ambientalisti.

E’ proprio nel contesto normativo sopra descritto che si inserisce lo sviluppo del nuovo plasticizzante bio-based, ottenuto da cardanolo, un olio contenuto nel guscio dell’anacardio e prodotto di scarto dell’industria alimentare. In aggiunta, si legge sul sito del Cetma, iI nuovo plasticizzante si inquadra nel perseguimento dello sviluppo economico sostenibile, impiegando una risorsa proveniente da fonti rinnovabili e non petrolchimiche e migliorando pertanto il bilancio netto di emissione di anidride carbonica in atmosfera.

Per quanto si intravveda un utilizzo del nuovo materiale prevalentemente nell’arredamento è una notizia che può interessare anche i produttori tessili e di accessori. Ancora dal sito: gli ottimi risultati ottenuti hanno dimostrato che l’impiego del plasticizzante a base di cardanolo per soft PVC garantisce le medesime prestazioni fisico-meccaniche degli ftlati tradizionalmente impiegati e ottenuti da risorse fossili, ma con tassi di migrazione del manufatto in cui è presente, verso l’ambiente esterno, minori. Tale prestazione, unitamente alla minore quantità richiesta a parità prestazionale, incrementa i limiti di sicurezza rispetto agli ftalati tradizionali durante la vita utile del prodotto.

 

Fonte: www.cetma.it

 


  
Posted by Aurora Magni on 29/01/2017
Filed under fatti/attualità
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