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I capitolati, le M-RSL e la loro origine
By: admin tessuti_sostenibili Date: 25/03/2016 14:37 Updated: 01/04/2016 15:10 Reply

Cos'è esattamente e come si costruisce una M-RSL? Come mai molte delle M-RSL esistenti oggi sul mercato si assomigliano, e in cosa si differenziano i capitolati di approvvigionamento? Proviamo a rispondere a queste domande.

Ormai la gestione delle sostanze chimiche pericolose, o Chemical Stewardship, è un must per le imprese globali della moda, e di conseguenza per i produttori della loro supply chain.

Il documento cardine è rappresentato dalla M-RSL cioè la Manufacturing-Restricted Substances List che, in aggiunta o in alternativa alla Product-RSL, ormai fa parte integrante dei capitolati di approvvigionamento dei brand, cioè i requisiti che i fornitori sono chiamati a rispettare nelle proprie forniture. E non solo: anche dei capitolati di quei produttori che si sono impegnati in prima persona in Detox e rivolti alla loro filiera a monte.

La M-RSL è in sintesi un elenco delle sostanze chimiche riconosciute come pericolose e perciò, a seconda dei casi, proibite (nell’accezione di Detox di Greenpeace) o - vedi più sotto - "limitatamente ammesse" (in quella di ZDHC, Afirm, Camera della Moda ecc.) nei processi aziendali e in quelli della filiera produttiva a monte.

Da questi due macro-approcci discendono due grandi categorie di capitolati di approvvigionamento, che poi si differenziano individualmente in base alle singole esigenze e filosofie dei diversi marchi. Alla fine, a livello di brand, ogni capitolato è diverso, mentre se si scende di un livello, quelli dei produttori tessili e di accessori impegnati in prima persona in Detox, sono molto più omogenei tra loro.

Tutte queste M-RSL sono sostanzialmente simili per un verso e diverse per un altro:

  • La similitudine riguarda le sostanze chimiche incluse nell’elenco e le 11 famiglie ("prioritarie" nei termini di Detox) in cui vengono raggruppate, che sono generalmente più o meno le stesse persino in termini di ordine progressivo, a significare un riconoscimento ormai generale e trasversale del complesso delle sostanze più pericolose per la salute e l’ambiente.
  • La differenza riguarda i limiti: nell’approccio Detox il limite è la rilevabilità - che discende dall’esplicito obiettivo dell’eliminazione totale - per cui il riferimento è ai limiti più bassi concessi dalle tecnologie esistenti e dai metodi applicabili. Negli altri approcci, spesso i limiti sono più alti, a volte anche come somme di sostanze appartenenti allo stesso gruppo – conseguenza dell’approccio volto nei fatti quantomeno a una maggiore progressività nell’eliminazione, se non a una gestione di sostanze considerate accettabili in quantità considerate minime. Questa accettabilità può essere esplicita o anche implicita: è il caso di quando il limite di rilevabilità stabilito è lontano di qualche ordine di grandezza da quello consentito dalle suddette tecnologie e metodi, quindi in un certo senso, arretrato.

Di passaggio è proprio qui, in questa diversità delle M-RSL, che si concretizza come l’impegno Detox rappresenti oggi il più avanzato standard riguardante il rischio chimico esistente sul mercato (l’altro motivo, vale la pena sottolinearlo, è legato alla trasparenza dell’impegno e alla rendicontazione individuale e pubblica degli obiettivi e dei risultati raggiunti: analisi, report ecc.).

È quindi da Detox che prendiamo spunto per chiarire come si è arrivati all'attuale situazione nella costruzione delle M-RSL.

In Detox possiamo distinguere due fasi: quella iniziale ha dato vita a un elenco delle sostanze prioritarie (per Detox), suddivise in 11 gruppi. Quella successiva ha portato alla M-RSL "estesa" introducendo un "dodicesimo" gruppo di sostanze "Altre", alcune provenienti dagli 11 gruppi ma per la maggior parte di nuova introduzione. Oggi siamo a circa 180 sostanze pericolose suddivise negli 11 gruppi prioritari più 290 “altre”, per un totale di 470.

Il primo elenco è stato creato da Greenpeace facendo un inventario delle sostanze comunemente utilizzarte nel tessile (in senso lato: tessile, accessori, calzature…): va precisato che Detox non è nato per essere applicato solo in questo settore industriale (vi sono sostanze usate anche in altri settori, e in altri settori esistono sostanze pericolose non usate nel tessile), quindi la lista non è esaustiva a livello globale ma di fatto al momento l’unica sua applicazione specifica e concretamente possibile è qui.

La M-RSL della fase iniziale deriva dall’incrocio di questo inventario con le liste internazionali o regionali (es. UE) che stabiliscono restrizioni o limitazioni all’uso – dato che ciò implica un certo grado di evidenza e di consenso sulla pericolosità delle sostanze – quali:

  1. OSPAR List of Chemicals for Priority Action (2007)
  2. STOCKHOLM convention
  3. HELCOM – substances for priority action and substances of concern under Baltic Sea Action Plan 4. EU Water Framework Directive list of priority hazardous substances 2008/105/EC
  4. REACH – substances of very high concern (as of 10 Oct 2010)
  5. EU Directive on restrictions on marketing and use for dangerous substances and preparations - 76/769 EEC and amendment 2002/61/EC (annex XVII of REACH), quando specificamente rilevante per il tessile.

(sono escluse quindi le liste di pesticidi utilizzati in agricoltura anche se per la produzione delle fibre tessili).

Successivamente nacque ZDHC (in origine le posizioni di Greenpeace e delle imprese del primo gruppo ZDHC erano piuttosto allineate) che pubblicò un ZDHC inventory contenente le 3.500 sostanze usate nel tessile, sul quale costruire la propria ZDHC M-RSL. Questo inventario fu ripreso da Greenpeace tra il 2014 e il 2015 e integrato con altre 200 sostanze aggiuntive derivanti da altre fonti per costruire un inventario "ZDHC+" col quale compiere una robusta revisione della M-RSL Detox.

A seguito di ciò, nonostante la base sia comune, le due liste si sono differenziate in questa seconda fase per una serie di sostanze (minoritaria rispetto a quelle in comune) comprese solo nell'una o nell'altra matrice. Riguardo a quelle incluse solo in ZDHC, è interessante ricordare che ciò avviene nonostante il principio di precauzione previsto da Detox, con il curioso effetto che per ciascuna delle parti la lista dell'altra è al contempo incompleta (per alcune sostanze) e sovrabbondante (per altre). Al riguardo, Greenpeace sostiene che alcune sostanze dell'inventario ZDHC non sono usate nel tessile e che altre (coloranti, monomeri) sono eccessivamente enfatizzate.

Al di là della suddetta revisione, va ricordato che le M-RSL di Detox si sono evolute e continuano ad evolvere a seguito delle evidenze fornite via via dalle stesse imprese impegnate, (es. prima Puma poi Mango e poi Tchibo), in capo alle quali rimane la responsabilità di rivedere e integrare periodicamente la propria M-RSL per seguire gli sviluppi del mercato e della ricerca, in ossequio al principio di precauzione.