DTXLeader > FAQ. Risposte ai dubbi su DETOX

 

FAQ. Risposte ai dubbi su DETOX
Posted by admin tessuti_sostenibili - 0 commenti - view count: 1351
  Rate    

  1. Se aderisco all'impegno DETOX mi espongo a controlli o azioni da parte di Greenpeace?
  2. Se non esiste ancora una soluzione tecnica sul mercato per sostituire una o più sostanze pericolose, come posso impegnarmi per eliminarle entro il 2020?
  3. Posso inserire il marchio Detox sui miei prodotti? C'è differenza tra DETOX e una tradizionale certificazione?
  4. Che vantaggi posso avere a livello organizzativo? Non basta controfirmare i capitolati dei clienti? Cosa cambia con l'impegno DETOX quando sono chiamato a rispettare requisiti richiesti dei miei clienti?
  5. Che vantaggi posso avere a livello di vendite e marketing?
  6. Che vantaggi posso avere a livello di rapporti coi fornitori?
  7. Se un mio fornitore utilizza delle sostanze bandite dall'impegno DETOX, cosa posso fare?
  8. Se a causa di un incidente o evento imprevisto una o più sostanze bandite entrano nel mio processo produttivo, cosa succede?
  9. Cosa significa l'impegno alla trasparenza previsto dall'impegno DETOX?
  10. I miei clienti mi richiedono il rispetto di capitolati conformi a ZDHC, è diverso da DETOX?
     

1. Il principio base di DETOX è che l'azienda si impegni pubblicamente all'eliminazione delle sostanze chimiche pericolose, ciò significa che chiunque, consumatori, associazioni dei consumatori, associazioni ambientaliste, clienti, concorrenti ..., possono "controllare" che l'azienda rispetti l'impegno. Non c'è un ente od organizzazione (tantomeno Greenpeace) che ha lo specifico compito di controllore dell'impegno DETOX. Le azioni che Greenpeace intraprende non sono mirate alle aziende che hanno sottoscritto l'impegno. Periodicamente Greenpeace svolge due tipi di azioni a) seleziona un certo numero di marchi internazionali ed effettua analisi sui capi acquistati nei negozi; b)  nelle aree a forte rischio di inquinamento, secondo modalità decise autonomamente, svolge indagini sugli scarichi idrici o sulla presenza delle sostanze nell'ambiente (esempi sono le analisi sulle acque di scarico di aziende cinesi in corsi d'acqua fortemente inquinati, le analisi sulla presenza di PFC nelle nevi di ambienti alpini).

Al termine di queste azioni Greenpeace chiede pubblicamente conto a tutte le aziende (indipendentemente dal fatto che siano impegnate DETOX o meno, sui cui prodotti o nelle cui acque viene riscontrata la presenza di sostanze pericolose. In questo senso l'adesione a DETOX rappresenta una garanzia: Se un'azienda impegnata DETOX viene chiamata a rispondere della presenza di sostanze pericolose: a) partirà da una posizione di maggiore credibilità, b) avendo effettuato analisi in precedenza e comunicato ai fornitori la propria M-RSL sarà faciliotata nel dimostrae che si tratta di un incidente e a mettere in atto azioni di rimedio. Il problema semmai si pone se l'azienda non si è impegnata, perché non può giustificarsi con un concreto impegno a prevenirli: l'uso non intenzionale di una sostanza è credibile e accettabile da terzi solo se l'impresa ha avviato un sistema di gestione per evitarlo.

2. La campagna DETOX ha l'obiettivo di spingere l'intera industria, a partire dalla chimica, verso la ricerca di soluzioni innovative a problemi che altrimenti non sarebbero considerati prioritari. Impegnarsi in DETOX significa: a) impegnarsi ad essere all'avanguardia nell'eliminazione delle sostanze che la tecnologia esistente rende disponibile sul mercato a costi accettabili e senza compromettere la qualità e le funzionalità del prodotto. b) essere parte di un movimento che spinge l'industria chimica a produrre nei prossimi anni le innovazioni necessarie a consentire l'eliminazione delle sostanze pericolose, più rapidamente di quanto farebbe senza la campagna DETOX. Se al termine della campagna (2020) l'industria chimica non avrà prodotto le innovazioni necessarie, l'esito sarà un bilancio di fine campagna in cui si misurerà quanto si è riuscito a fare e quanto resta ancora da fare. Come in ogni grande campagna gli obiettivi sono ambiziosi, anche più ambiziosi di ciò che si riuscirà ad ottenere.

3. DETOX è il simbolo di una campagna di una ONG e non un marchio di prodotto. Non è concepito per etichettare un prodotto e non c'è una certificazione a regolamentarne l'utilizzo. L'impegno DETOX è più simile all'implementazione dei c.d. sistemi di gestione, che anche se certificati non possono essere comunicati sul prodotto. L'azienda in questo caso s'impegna a eliminare le sostanze pericolose dai propri prodotti, attraverso una serie di attività che abbracciano tutti i processi aziendali.

4. DETOX è il più elevato standard riguardante il rischio chimico esistente sul mercato. Sottoscrivere l'impegno significa affrontare organicamente le richieste di compliance ai capitolati e permette così di alleggerire l'iter burocratico della compliance, aumentando nel contempo la fondatezza delle proprie dichiarazioni.

5. Con DETOX le imprese possono garantire ai propri clienti il proprio status di partner affidabile e impegnato in prima persona nell'obiettivo comune dell'eliminazione delle sostanze a rischio dai prodotti e dalla filiera tessile. Sono in grado di rendicontare e circostanziare il proprio impegno attraverso piani e analisi pubbliche che vanno ben oltre le autodichiarazioni di carattere B2B. Possono comunicare agilmente e puntualmente i propri obiettivi e i risultati raggiunti. Possono migliorare il proprio rating all'interno delle greenlist dei propri clienti.

6. Indipendentemente da DETOX, ogni azienda è pienamente responsabile delle caratteristiche dei prodotti che vende e delle proprie dichiarazioni sui prodotti stessi. La catena delle responsabilità chiama già in causa ogni attore per quanto avviene a monte della sua filiera. L'impegno DETOX permette di affrontare organicamente questo problema, facilitando la richiesta del rispetto di requisiti chiari e omogenei ai propri fornitori, in linea con i migliori standard esistenti sul mercato sul rischio chimico, e facendo emergere filiere di qualità anche dal punto di vista ambientale. I fornitori che non sono in grado di uniformarsi a queste richieste sono destinati comunque a uscire dal mercato, perlomeno a certi livelli qualitativi.

7. Se ancora non esiste sul mercato un'alternativa all'utilizzo di determinate sostanze, non ci sono ovviamente conseguenze. Se l'alternativa esiste, a costi paragonabili o accettabili e non compromette le performance di prodotto, il fornitore si dovrà adoperare per raggiungere la conformità entro un ragionevole termine, superato il quale sarà opportuno rivolgersi a fornitori più efficienti e allineati alle migliori tecnologie.

8. L'azienda impegnata in DETOX, grazie al sistema di gestione del rischio chimico  già in essere, sarà in grado di identificare più facilmente l'origine del problema e pianificare in modo tempestivo e trasparente le opportune azioni di rimedio.

9. La trasparenza è un cardine dell'impegno perché permette di distinguere chi si impegna seriamente dai c.d. greenwasher. Senza la trasparenza, DETOX non sarebbe un elemento distintivo delle migliori imprese operanti sul mercato. La trasparenza alimenta anche il circuito della responsabilità individuale dell'impresa, laddove invece a volte l'approccio certificatorio, con il fatto che l'impresa si affida totalmente a terzi, sconfina nella delega.

10. ZDHC nasce come iniziativa dei brand per realizzare DETOX ma poi si caratterizza per l’applicazione di requisiti meno stringenti (come ad esempio limiti di rilevabilità più alti) di DETOX, pur conservando una lista di sostanze analoga. M-RSL o P-RSL (dove M=Manufacturing, P=Product, Restricted Substances List) ispirate a ZDHC sono applicate sia da marchi impegnati DETOX che non. Può quindi capitare che brand impegnati DETOX chiedano al fornitore il rispetto di capitolati (ispirati da) ZDHC, ma non viceversa. L’impegno DETOX in definitiva è più avanzato ed è sufficiente ai fini ZDHC.

Commenti
Bisogna effettuare il login per poter lasciare un commento.