Ha generato grande delusione la decisione della Commissione europea di stralciare dall’agenda 2013 la proposta di regolamento europeo sul Made in relativo all'obbligo di tracciare le merci di provenienza extra-Ue.
La decisione chiude (?) una discussione che ha animato i protagonisti dell’industria tessile e della moda per quasi un decennio e che ha visto in prima linea l'Italia e i Paesi del Sud Europa che puntano a difendere i prodotti europei di qualità dalla concorrenza sleale delle merci d'importazione low cost prive di indicazione di origine.
La motivazione del ritiro della proposta rimanda a tre recenti sentenze del World trade organization che hanno considerato incompatibili con l'accordo sulle Barriere Tecniche alcune misure introdotte dagli Usa in materia di etichettatura di origine. Al di là dei tecnicismi, la decisione limita ulteriormente le possibilità di fornire ai consumatori informazioni sulle caratteristiche di ciò che acquistano togliendo alle imprese italiane uno strumento utile a valorizzare i propri prodotti. Il Sole 24 ore nel dare la notizia ha riportato la dichiarazione del presidente di Milano Unica Silvio Albini che da Shanghai dove era impegnato nei lavori dell’edizione cinese della fiera ha espresso la sua viva preoccupazione per una decisione che penalizza le imprese italiane . http://www.ilsole24ore.com/art/impresa-e-territori/2012-10-25/leuropa-scarica-made-081822.shtml?uuid=AbtAVbwG.
Posizioni di insoddisfazione profonda sono state espresse anche da Sistema Moda Italia, da CNA Federmoda, da Reparto Produzione.