Produrre materiali per abbigliamento da sostanze vegetali, muffe e batteri con un effetto estetico simile alla pelle. Un’idea a cui ha iniziato a lavorare nel 2003 il biologo Daviv Hepworth e che grazie a una stilista fuori dagli schemi come Suzanne Lee è diventata realtà.
Come è visibile nel video http://www.youtube.com/watch?v=WVW-jSdhILs , la tecnica consiste nel far crescere all’interno di una vasca contenente una soluzione zuccherina al tè verde una coltura mista di microrganismi che sono in grado di fermentare il glucosio presente nella soluzione producendo, come metabolita, delle microfibrille di cellulosa.
Dopo due o tre settimane si forma così una pellicola flessibile di circa 1,5 cm di spessore, che può essere rimossa dal liquido, posta ad asciugare quindi tagliata e cucita. Il materiale, che può essere tinto o stampato come qualsiasi altro tessuto, possiede un enorme vantaggio ambientale: può essere compostato nel momento in cui non lo si vuole più utilizzare.
Suzanne Lee è anche autrice del volume Fashioning The Future: tomorrow’s wardro
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