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L'ecologia in tempo di crisi: una ricerca UE sulle PMI
Pubblicato da Aurora Magni il 21/05/2011 - 0 commenti - visualizzazioni: 2727
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Si chiama FL315 Attitudes of European entrepreneurs towards eco-innovation, in sintesi “Eurobarometro” la ricerca commissionata dalla Commissione Europea e volta a verificare le reazioni assunte da un campione di oltre 5.200 manager e imprenditori di PMI  europee di fronte nei confronti dell’eco-innovazione. Gli imprenditori sono stati selezionati, in ogni Paese membro, all’interno di vari settori, come quello agricolo, manifatturiero, della gestione dei rifiuti, delle costruzioni e delle attività legate ai servizi turistici.

Dalla ricerca  è emerso che, nonostante cresca  la sensibilità verso l’ottimizzazione delle risorse e la tutela ambientale, gli imprenditori delle PMI incontrano ancora molti ostacoli all’attuazione di processi produttivi eco-innovativi. Nel questionario usato nell’indagine erano indicati 14 potenziali barriere allo sviluppo dell’eco-innovazione., Tra queste, cinque sono state indicate come il vero problema da oltre il 30% degli imprenditori intervistati:

  • l’incertezza della domanda dal mercato,
  • l’incertezza sui guadagni prodotti dagli investimenti nell’eco-innovazione,
  • la mancanza di fondi nelle imprese,
  • l’inaccessibilità agli incentivi fiscali esistenti,
  • la mancanza di finanziamenti esterni.

Per quanto riguarda in particolare, le piccole e medie imprese italiane coinvolte dallo studio gli intervistati dichiarano la mancanza di fondi interni alle imprese stesse (40% degli intervistati), e lamentano l’incertezza della domanda dal mercato (35% degli intervistati) e, come conseguenza logica, l’incertezza dei guadagni.

I prodotti green non sarebbero un business sicuro quindi, o almeno richiederebbero  tempi troppo lunghi di rientro degli investimenti effettuati (31% degli intervistati). Un giudizio che va in ogni caso contestualizzato: l’indagine è stata svolta nella seconda metà del 2010 in piena  crisi economica, situazione che spinge le imprese a cautela. Specie le imprese meno strutturate e che potrebbero invece trovare motivazioni ad investire in progetti di sostenibilità se coinvolte in cordate affidabili (opinione espressa dal 45% degli intervistati in generale, e dal 34% dei manager italiani)

Cosa può invece spingere le aziende ad investire in progetti eco sostenibili?

In testa alle motivazione compare l’aumento del prezzo delle risorse energetiche (50% degli intervistati) seguito dall’ aumento del prezzo delle materie prime (45% degli intervistati).

Sono comunque molte le imprese che dichiarano di avere attivato progetti di sostenibilità negli ultimi due anni : il 42% dei manager intervistati ha sostenuto che l’eco-innovazione nelle proprie aziende ha condotto ad una riduzione dei materiali utilizzati tra il 5 e il 19% per unità di materiali prodotti.

 


  
Pubblicato da Aurora Magni il 21/05/2011
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