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Sistema Moda Italia e la sfida della sostenibilità di Confindustria
Pubblicato da Fabio Guenza il 04/05/2012 - 0 commenti - visualizzazioni: 856
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Il seguente articolo è stato originariamente pubblicato nel gruppo http://www.sustainability-lab.net/it/groups/ss-stakeholder-and-sustainability.aspx

Chi si interessa di moda sostenibile non può che accogliere con piacere la notizia dell’iniziativa di Confindustria di cui abbiamo dato notizia il 4 aprile: http://www.sustainability-lab.net/it/blogs/sustainability-lab-news/confindustria-lancia-la-carta-dei-principi-per-la-sostenibilita-ambientale-radi.aspx.
E’ evidente che si tratta di un approccio graduale e modulare alla questione della sostenibilità, che dovrà poi essere esteso agli aspetti sociali (anche se qualcuno potrebbe sostenere non a torto che la sostenibilità o è complessiva, o non è) e a indicatori più specifici.
Ma la domanda che viene da porsi appena si inizia ad approfondire è: com’è possibile che oggi un’istituzione di questo livello possa presentare un documento così ambizioso, perlomeno sulla carta, senza coinvolgere gli stakeholder?
Eppure di questo non si trova traccia né sulla pagina che la federazione dedica all’iniziativa, né nel documento nella sua forma più completa, la Carta dei Principi per la Sostenibilità Ambientale e Guida Operativa.
Si tratta quindi di un documento “tecnico”, nei termini del dibattito da tempo avviato su questa piattaforma sulle due facce – tecnologica e relazionale – della sostenibilità (vedi gruppo di discussione http://www.sustainability-lab.net/it/groups/ss-stakeholder-and-sustainability.aspx). Valutazione avvalorata dalla mancanza, ad esempio, di riferimenti alle Linee Guida OCSE per le multinazionali, sia tra i documenti citati sia nei contenuti.
A livello di adesioni (che avvengono su base volontaria) ad oggi sono una decina le associazioni di categoria e altrettante le territoriali ad aver sottoscritto il documento, e quasi 350 le imprese. Rimanendo sui settori industriali, si registra ancora una volta il vantaggio dell’Alimentare – sempre pronti su questi temi - sulle altre grandi A italiane: Arredamento, Automazione, e l’Abbigliamento a noi caro (che anche a livello di singole imprese, Radici a parte, non presenta una compagine cospicua).
Ma la linea di Confindustria è chiara: “da un lato evidenziare la parte positiva e virtuosa del mondo industriale italiano in materia di sostenibilità ambientale, dall’altra stimolare le imprese meno dinamiche ad avviare anch’esse un percorso virtuoso. Dalla crisi non si esce senza cambiamento.

Sistema Moda Italia si persuaderà della necessità di raccogliere la sfida e attivarsi finalmente nel senso della sostenibilità? Sarà capace di convincere qualche associato di rilievo ad assumere un ruolo e una responsabilità di leadership? Sarà disponibile ad accogliere le istanze degli stakeholder? Saprà cogliere la necessità di integrare le linee guida in ottica settoriale? Sarà in grado di immaginare qualche forma di comunicazione degli endorsment degli aderenti, e dei risultati raggiunti?

Sustainability-lab è pronta a fare la sua parte per sostenere questo sforzo.


  
Pubblicato da Fabio Guenza il 04/05/2012
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