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Uno stravagante esempio di sostenibilità e made in Italy
Pubblicato da Redazione Blumine il 08/11/2010 - 1 commento - visualizzazioni: 3747
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Nelle Filippine si usano per le vesti tradizionali fibre di ananas. In Scandinavia fibre ricavate dalle ortiche, simili a quelle del lino. In Giappone, speciali kimono sono fatti con speciali piante di banana, specialmente coltivate per essere tenere.

In Myanmar (l’antica Birmania) da secoli vesti di pregio sono fatte con le fibre del loto (nelumbo nucifera, una pianta acquatica, nota a tutti noi per i suoi fiori).    Recentemente queste fibre sono arrivate agli onori della cronaca dopo che P.L. Loro Piana ha proposto al mercato americano una giacca da uomo in fibra di loto, a un prezzo di $ 5.600. Per farla sono utilizzate 32 000 steli di pianta per ogni metro di tessuto. Le fibre devono essere  “stigliate” e filate a mano dalle  esperte mani di donne birmane, mentre il tessuto è fatto su telai a mano.

Poiché c’è un embargo fra gli USA e il governo totalitario del Myanmar, il tessuto non potrebbe superare la dogana americana. Essendo invece confezionato in Italia, la giacca può essere tranquillamente venduta, aggirando le sanzioni, avendo acquisito l’origine italiana.

 

( fonte:  http://online.wsj.com/article/SB10001424052748703506904575592441000440092.html?mod=WSJ_LifeStyle_Lifestyle_6)


  
Pubblicato da Redazione Blumine il 08/11/2010
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Commenti
Da Maria Antonietta Tovini il 13/11/2010 13.07
molto interessante! dove posso reperire ulteriori informazioni su tessuti ricavati da fibre vegetali così inconsuete?
grazie
m.a.tovini



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