Interfaceflor è leader europeo nella produzione di pavimentazioni tessili ed è il primo produttore di pavimentazione tessile in Europa a ricevere una Dichiarazione Ambientale di Prodotto (EPD) verificata da enti terzi.
La sua filosofia produttiva è fortemente improntata alla sostenibilità e si sintetizza in 7 punti programmatici:
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Eliminazione dei rifiuti
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Eliminazione delle sostanze tossiche dai prodotti, dai mezzi di trasporto e dalle sedi di produzione;
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Utilizzo di energia rinnovabile
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Chiudere il ciclo (Riprogettate processi e prodotti per chiudere il ciclo tecnico utilizzando materiali di recupero e di origine bio)
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Razionalizzare i trasporti di cose e persone
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Inventare modalità nuove di vendita
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Sensibilizzare gli azionisti
In particolare un progetto ha attirato la nostra attenzione: War on waste (http://waronwaste.interfaceflor.eu/it/), il programma contro i rifiuti che l’azienda svolge al proprio interno (è arrivata a ridurre gli scarti di produzione dell’80% con un risparmio dal 1996 ad oggi di 443 milioni di dollari) ma anche con un’azione di sensibilizzazione dell’opinione pubblica. Si segnala in particolare la raccolta firme on line per richiedere una normativa che responsabilizzi i produttori. Come si sottolinea nel sito infatti, mentre in Germania il costo di smaltimento in discarica è di 130 euro a tonnellata e in Inghilterra di 44 euro, negli altri paesi europei varia da 3 ai 15 euro. Gli scarti delle pavimentazioni tessili non sono intesi quindi come una responsabilità aziendale e finiscono in discarica dove restano per centinaia di anni, non essendo biodegradabili.
In risposta a questo problema Interfaceflor ha messo a punto una modalità di lavoro che trasforma scarti di lavorazione e vecchie quadrotte tessili in sottofondo per le moquette e, con il progetto ReEntri2.0 filato e sottofondo vengono separati e riciclati .
In particolare è stata progettata una tecnologia, la macchina Cool Green che combina diversi processi di preparazione, macinazione e fusione degli sfridi fino a ricreare una polvere finemente macinata da utilizzare nel processo di fusione del bitume ed essere trasformata in nuove quadrotte. Con questa tecnologia nel 2008 sono state riciclate circa 640 tonnellate di sfridi processando fino a 250.000m2 di quadrotte.
