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100 storie di economia circolare. Oltre 20 parlano di tessile e moda
Posted by Aurora Magni on 15/03/2018 - 0 commenti - view count: 1979
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Una nuova ricerca di Fondazione Symbola tesa a dare volto all’Italia che produce in armonia con i principi dell’economia circolare perchè se i dati ci fanno fare bella figura (come certifica Eurostat, tra i grandi Paesi europei siamo quello con la quota maggiore di materia circolare  impiegata dal sistema produttivo e siamo secondi dopo la Germania per riciclo industriale con 48,5 milioni di tonnellate di rifiuti non pericolosi avviati a riciclo) a volte il racconto delle cose fatte è più efficace. Per questo Symbola ha raccolto 100 storie reali e ci fa piacere notare che oltre 20 hanno a che fare –seppur con modalità diverse- con l’industria della moda. 

Eccone alcune:

Fibre e filati

Due le grandi filature ricordate nel volume: Aquafil, tra i principali leader mondiali nella produzione del nylon divenuta famosa con il suo ECONYL® ottenuto dal riciclo di reti da pesca e pavimentazioni tessili e Radici Group che oltre a essere il secondo produttore europeo di poliestere (24 mila t/anno) è anche il secondo produttore di poliammide (210 mila t), due tra i materiali sintetici più usati nell’automotive, nell’abbigliamento e nell’arredamento. Anche il nylon può “rivivere” più volte: un capo di abbigliamento progettato secondo l’eco-design e realizzato interamente in poliammide a fine vita può essere “macinato” e lavorato meccanicamente per produrre materia plastica


Nuovi modelli distributivi

Store dove gli abiti si scambiano, non si comprano. E’ il progetto di Armadio Verde, nato a Milano per aiutare le famiglie messe a dura prova dalla crisi e diventato un modello di consumo alternativo che si è ulteriormente evoluto attraverso il web: oggi sono40mila gli articoli disponibili per ragazzini da 0 a 16 anni.

 Da parte sua OVS, il brand fondato a Venezia nel 1972 ha aderito al Circular Fashion System Commitment promosso da Global Fashion Agenda per accelerare la spinta verso una moda “circolare” e già da alcuni anni ha attivato un programma per la raccolta di abiti usati grazie alla partnership con I:CO, leader mondiale nel riciclo di prodotti tessili.

Riuso di eccedenze

Ha puntato su questo Carmina Campus il marchio di moda sostenibile che grazie produce borse e accessori e mobili servendosi dei più diversi materiali di scarto. Nei suoi prodotti il riciclo e il recupero di materia sono pienamente percepibili, quasi esibiti e, grazie alla creatività, al design e alla bellezza, diventano quasi uno status symbol. Carmina Campus collabora con le industrie per riusare i loro scarti, come Campari, MINI-BMW, BTicino, Vibram. Ha prodotto una linea di borse in Africa con le Nazioni Unite e in collaborazione con SociallymadeinItaly, usando scampoli tessili e coperte recuperate dai magazzini delle carceri, realizza borse per il progetto “Made in Prison”, che coinvolge i detenuti di 11 penitenziari italiani e ha meritato il Social Design Award 2017 dell’ADI (Associazione per il Design Industriale).

Interessante anche l’esperienza di Quid che rielabora eccedenze dei marchi del lusso per realizzare  capi di moda etica nei suoi laboratori tessili nati su un progetto di solidarietà femminile. Quid collabora i con grandi marchi come Calzedonia, Altromercato e Naturasì, creando per loro prodotti etici dal doppio marchio. Ottantacinque collaboratori, per la maggior parte donne, per un’esperienza che, proprio come la molletta che hanno nel logo, unisce valori di mercato e valori sociali.  Garbagelab realizza invece borse interamente made in Italy con i teloni pubblicitari mentre REDO Upcycling abbina l’esperienza pluriennale in ambito sartoria di ALPI con alcune collaborazioni con designer e professionisti del settore per dar vita ad accessori e complementi d’arredo con materiali di scarto. Cartina utilizza invece carta riciclata ma lavorata con tecniche particolari per renderla resistente per realizzare scarpe dal contenuto fashion.

Leader nel riciclo

Esosport è una società nata per fornire un servizio di gestione di rifiuti da ufficio e consulenza ambientale. Si è fatta conoscere per la raccolta e il riciclo di scarpe sportive che riciclate in fondali per giardini gioco e piste da atletica l’azienda dona alle amministrazioni pubbliche per la realizzazione di progetti come “Il Giardino di Betty” e le piste di Pietro.

Raccolta e riciclo di pannolini e pannoloni è invece il modello di business di Fater che a ottobre 2017 ha presentato il primo impianto su scala industriale in grado di riciclare completamente prodotti assorbenti usati trasformandoli in plastica, cellulosa e polimero super assorbente. Da 1 tonn di rifiuti  si possono ricavare fino a 150 kg di cellulosa, 75 kg di plastica e altrettanti di polimero super assorbente.

Scarti industriali invece per Manifattura di Maiano che  nei propri stabilimenti di Capalle (FI) produce ovatte, feltri e imbottiture per i settori dell’arredamento, della calzatura, dell’edilizia e dell’automotive.

Il rapporto completo è consultabile qui http://www.symbola.net/html/article/100italiancirculareconomy


  
Posted by Aurora Magni on 15/03/2018
Filed under studi/ricerche

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