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23-27 giugno 2015. Symbola dà voce all’orgoglio italiano
Posted by Aurora Magni on 26/06/2015 - 0 commenti - view count: 2171
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Che le iniziative e le pubblicazioni di Symbola abbiano il grande merito di valorizzare i trend positivi e la vitalità dei soggetti economici italiani anche quando vedere solo nero è di moda, è noto. Il recente  Festival della Soft Economy, ormai alla 3° edizione  (23, 24 , 25 giugno) e il seminario estivo “Orgoglio e pregiudizio. Perché l’Italia deve fare l’Italia” tenutisi tra Trea e Macerata il 26 e il 27 non hanno certo deluso le aspettative. C’è un’Italia che non solo non si rassegna alla crisi ma che, al contrario, investe in creatività ed innovazione con risultati economici tangibili. Si tratta di renderla visibile, di supportarla, usarla per contaminare aree più restie e sfiduciate.

Una settimana intera di lavori: centinaia i partecipanti, ore e ore di incontri seminariali organizzati negli antichi palazzi marchigiani. Troppo da raccontare in un post. Vi suggeriamo di leggere e scaricare i documenti direttamente dal sito: http://www.symbola.net/home.

Qualche flash, giusto per entrare nello spirito del progetto.

“Nella crisi abbiamo imparato che non ha chance un approccio alla De Filippo: "Ha da passa’ `a nuttata". Solo se punta sui talenti che il mondo le riconosce, se rinnova le sue tradizioni col linguaggio dell’innovazione e della green economy; se guarda all’estero tenendo ben saldi i piedi sui territori, nelle comunità e nei distretti; solo scegliendo la bellezza e la cultura - magari attraverso gli occhi dell’economia della condivisione - l’Italia avrà un futuro alla sua all’altezza. E’ l’Italia che fa l’Italia quella che ha successo nel mondo, che guadagna appeal nei 5 continenti e batte la concorrenza.” http://www.symbola.net/html/article/iosonocultura_ricerca2015

“Bilanci alla mano, con la cultura si mangia: alle imprese del sistema produttivo culturale italiano si devono oggi 78,6 miliardi di euro (5,4% della ricchezza prodotta in Italia); 84 circa (il 5,8% dell'economia nazionale) se includiamo istituzioni pubbliche e non profit. Ma anche perché la cultura contamina il resto dell'economia: per ogni euro prodotto dalla cultura, infatti, se ne attivano 1,7 in altri settori. Gli 84 miliardi arrivano così a 226,9, col turismo come principale beneficiario di questo effetto volano.” (Fabio Renzi, introduzione al seminario)

E ovviamente la sostenibilità assume un ruolo fondamentale in questo scenario.  “Eurobarometro ha stimato che dall’anno scorso il 51% delle nostre PMI ha almeno un “green job”, quasi quanto Germania e Francia insieme. Siamo leader mondiali nella bioplastica, con esperienze come Novamont e Mossi&Ghisolfi. Il nostro sistema produttivo ha incorporato la green economy come un fattore competitivo: dall’inizio della crisi, oltre 340mila aziende (il 22% del totale) hanno investito in questo senso, e nella manifattura si raggiunge il 33%. Arriviamo così ai vertici dell’Ue per eco-efficienza, con 104 tonnellate di CO2 ogni milione di euro prodotto (la Germania ne immette in atmosfera 143, il Regno Unito 130) e 41 di rifiuti (65 la Germania e il Regno Unito, 93 la Francia). Siamo, poi, campioni europei nell’industria del riciclo: a fronte di un avvio a recupero industriale di 163 milioni di tonnellate di rifiuti su scala europea, nel nostro Paese ne sono stati recuperati 24,1 milioni, il valore assoluto più elevato tra tutti i Paesi europei (in Germania 22,4 milioni).” http://www.symbola.net/html/article/italia2015

 

Ma non si tratta solo di valorizzare i risultati positivi, si tratta di delineare un nuovo modello di sviluppo basato sulla circolarità. Perché le cose che usiamo (materie prime, acqua, terra e altro ancora) non devono essere possedute,  ma prese in prestito, restituite, ricondivise.

Il tema delle materie prime è tutt’altro che marginale se è vero che nel 2015 stiamo consumando 105 miliardi di tonn, contro i 58 miliardi di tonn  del 2015. E se vi sembrano dati preoccupanti pensate che nel 2030 il volume raggiungerà i 162 miliardi di tonn. Sempre che non si intervenga, naturalmente.

Da un’economia lineare basata sul processo produzione-consumo-rifiuto ad un processo circolare in cui tutto viene ri-elaborato per soddisfare nuovi bisogni, ma anche nuove estetiche. Un approccio nuovo che trova eco anche nell’enciclica di Papa Francesco Laudato Si.

Perché portare il punto di vista dell’industria tessile ai lavori di Symbola? Non solo perché Symbola da sempre dedica attenzione a questo comparto industriale ma perché l’industria tessile ha maturato un’esperienza antica in fatto di riuso e riciclo di cui oggi può andare fiera e che deve usare, in stretta sinergia con la chimica e con la tecnologia, per dare un contributo di sostenibilità al sistema produttivo.

Viene da sorridere pensare che una lezione in questa direzione arrivi dalla Cina che già nel 2009 ha inserito il tema nella propria pianificazione economica e ha realizzato la Sino-German Metal Eco City, una città che si estende su circa 25 km quadrati ispirata al tema della circolarità.

Insomma la strada è questa, si tratta di andare avanti.


  
Posted by Aurora Magni on 26/06/2015
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