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Acimit: il meccano tessile pensa positivo
Posted by Aurora Magni on 28/06/2017 - 0 commenti - view count: 2077
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Si è svolta ieri, 27 giugno 2017 a Milano l’annuale assemblea di Acimit.

Buoni i risultati 2016 del comaprto:  la produzione italiana di macchine tessili è aumentata del 5% rispetto al 2015, raggiungendo così un valore di 2,7 miliardi di euro. Le esportazioni sono cresciute del 4%, attestandosi a 2,3 miliardi di euro. Un trend che rafforza l’andamento positivo già osservato nel 2015 ed è conseguenza di una sostanziale tenuta dei mercati esteri (con un incremento dell’export verso Bangladesh, Pakistan, Vietnam) e della crescita del mercato italiano (le consegne interne dei costruttori italiani sono, infatti, aumentate del 14%). A giocare un ruolo fondamentale nella ripartenza della domanda interna sono stati indubbiamente gli incentivi attivati dal Governo: Nuova Sabatini, super- e iper-ammortamento.

E’ stata  però Industria 4.0 ad attirare la riflessione dei partecipanti grazie all’interessante tavola rotonda chiamata a commentare il rapporto elaborato da Rina Consulting.

Industria 4.0: se la conosci non la eviti

33 le imprese meccano tessili che hanno partecipato alla ricerca raccontando il proprio rapporto con le tecnologie digitali e il livello di diffusione  delle stesse. In sintesi il campione presenta un buon grado di conoscenza delle tecnologie abilitanti, anche se il loro inserimento nelle strutture produttive è ancora minoritario e concentrato soprattutto su Cloud, Stampa 3D e Cybersicurity. Si registra però tra gli imprenditori un forte bisogno di capire meglio in che direzione concentrare investimenti e risorse e di formazione (a tutti i livelli).

Coordinati da Federico Pedrocchi (Radio24 – Triwu), hanno discusso di industria 4.0 Giambattista Gruosso (docente Politecnico di Milano), Ermanno Rondi (titolare Incas, Vigliano Biellese (BI) e Federico Visconti, rettore della LIUC, Università Cattaneo di Castellanza.

Questi i punti più significativi emersi dagli interventi:

·      Si avverte un capovolgimento del paradigma, mentre fino a poco tempo fa l’industria progettava e realizzava il prodotto spingendolo sul mercato, oggi il consumatore agisce in autonomia, si confronta con il mondo. E’ dalle sue richieste che l’industria parte per progettare e produrre,

·      Modelli come Amazon dimostrano come un soggetto esterno ad una determinata filiera produttiva possa, in virtù di un potente sistema logistico, rivoluzionare quella filiera. E’ successo con la vendita di libri, sta succedendo con il tessile.

·      Il consumatore vuole essere coinvolto nella definizione del prodotto, una parte importante delle tecnologie digitali è focalizzata a gestire questa relazione ‘esperenziale’,

·      Il tessile italiano è una realtà fortemente caratterizzata da artigianalità, è un sistema   che recepisce l’innovazione come approccio adattivo e gestisce le esigenze del cliente personalizzando il servizio. Le tecnologie digitali possono essere uno strumento potente per accentuare la flessibilità. C’è però un sacco di lavoro da fare per diffondere cultura e superare le resistenze al cambiamento, trasformare il fattore stress (indotto da industria 4.0)  in comprensione del vantaggio.

La strada è lunga e non priva di difficoltà. Per questo Acimit sta predisponendo un piano articolato di formazione e webinar sul tema.

 

Cambio di poltrone alla presidenza di Acimit.

A Raffaella Carabelli succede Alessandro Zucchi titolare di Ferraro, azienda operativa nel settore delle macchine per finissaggio.

 

 


  
Posted by Aurora Magni on 28/06/2017
Filed under fatti/attualità

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