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Al convegno di Reparto Produzione
Posted by Aurora Magni on 07/06/2011 - 5 commenti - view count: 3601
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  Abbiamo dato l’annuncio, è giusto ora dare qualche informazione di fine evento.

Circa 150 persone erano presenti oggi al convegno promosso da Reparto Produzione, prevalentemente imprenditori. Non pochi per un evento promosso praticamente solo  con il passa parola.

In sala anche qualche politico (della Lega: sarà un caso?) e tra i relatori l’on. Reguzzoni mentre le conclusioni sono state affidate a Marco Fortis, da qualche anno “madrina” di tutte le assemblee confindustriali. Il suo ruolo, gestito con il garbo e la competenza che ben conosciamo ha soprattutto la funzione di ricordare il peso economico del sistema manifatturiero ed incoraggiare a tenere duro.

Negli interventi si è parlato si di made in Italy come era logico aspettarsi ma anche di energia, dell’importanza della formazione tecnica, di lavoro nero e illegalità,  di gare pubbliche che vengono vinte da imprese cinesi… Problemi concreti a cui si chiede ai politici  di intervenire. E prima che sia troppo tardi perché lo sfilacciamento della filiera è ormai ben più di una minaccia.

 Alla regia Roberto Belloli che ha tratteggiato i confini geopolitici dell’associazione: dentro Confindustria, ai fianchi dei politici (per pungolarli ad assumere scelte in difesa della old economy nazionale), vicino alle aziende che producono in Italia,  tessili ma non solo.

Siamo curiosi di vedere le prossime mosse.

https://www.sustainability-lab.net/it/blogs/sustainability-lab-news/a-milano-per-discutere-del-futuro-del-tessile.aspx


  
Posted by Aurora Magni on 07/06/2011
Filed under fiere/eventi
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Commenti
By massimo de bernardi on 08/06/2011 08:23
Al convegno erano stati invitati come relatori anche l'on.Santo Versace (PdL) e l'on.Matteo Colaninno (PD) che però non si sono presentati, senza nemmeno avvisare...



By Aurora Magni on 08/06/2011 08:31
E' un'opinione del tutto personale e probabilmente un po' ingenua: credo sia più importante in questo momento che il mondo dell'economia recuperi il proprio ruolo strategico e che chieda con fermezza ai politici di fare il lavoro per cui sono sontuosamente pagati. Un onorevole che non trova il tempo per confrontarsi con gli imprenditori perde l'occasione di capire cosa sta realmente accadendo nel suo paese. Ma la cosa in fondo non sorprende...la politica oggi in Italia sembra molto impegnata a guardare il proprio ombelico... sic!



By francesco pontelli on 08/06/2011 11:22
ieri ho preso parte ad un interessante incontro a MIlano organizzato da " reparto produzione "che mi auguro sia il primo di una importante iniziativa .

Nel mio breve intervento ho cercato di esprimere delle idee guida che vorrei ora puntualizzare .

Risulta evidente che se la filiera del T/A , la seconda per importanza in termini economici e occupazionali nella economia italiana , non ottenga la giusta considerazione e visibilità vuol dire che per forza nel passato si siano fatti degli errori di strategia .
La filiera produttiva del latte , al contrario , sta mettendo in campo energie e risorse per ottenere visibilità presso i consumatori : un aspetto del quale non si è parlato ma che riprenderò in seguito.

Al di là delle reali responsabilità delle Major della " moda " mi chiedo dove fosse l'orgoglio industriale , che io personalmente possiedo anche se NON sono un imprenditore , quando negli ultimi quindici anni tutti e ribadisco tutti parlavano di società post industriale ed economia dei servizi .
Ora che i " buoi " sono scappati si cerca di riconquistare il tempo perduto , opzione per altro inevitabile , ma che deve avere una doppia strategia la cui riuscita dipende dalla capacità di mantenere il doppio obbiettivo .

Il primo sicuramente riguarda un quadro normativo che sappia tutelare il Know how industriuale e professionale che interviene nelle varie lavorazione del T/A che risulta un prodotto complesso .
Partedno quindi sicuramente della complessita , intesa come la sintesi di diverse professionalità e Know how che intervengono nelle varie fasi di lavorazione del filato tessuto capo .

AL tempo stesso , però , risulta fondamentale anche attuare una rivalutazione comunicativa che abbia il fine di
illuminare il consumatore relativamente a cosa ci sia dietro un capo...alle lavorazioni che intervengono per aumentarne confort e piacere di indossare : in altre parole comunicare un concetto di " qualità totale " che si trova alla base del Made in Italy .

La conoscenza da parte del mercato e quindi dei consumatori che lo compongono della realtà complessa del Made in Italy riulta il punto di partenza per una rivalutazione dell'intero settore altrimenti una qualsiasi legge verrà considerata solo come una norma aggiuntiva ad un quandro normativo italiano già gigantesco e spesso vessatorio .

In questo momento nel quale nei paesi occidentali le vendite sono caratterizzate da acquisti ponderati e non più impulsivi , a causa della stagnazione economica e della saturazione degli stessi mercati , risulta fondamentale partire anche dalla centralità della figura del consumatore e della conoscenza che si offre .

Per ridare centralità , al momento dell'acquisto , alla filiera italiana del Made in Italy .

Cordialmente


Francesco Pontelli


dott. Francesco Pontelli
Corso del Popolo 85
30172 MESTRE VENEZIA
Cell. 368 7339188





By francesco pontelli on 08/06/2011 11:23
...persino i produttori di TAPPI IN SUGHERO si sono attiviati per
evitare il tentativo delle grandi case produttrici di vino italiano
di passare al tappo in lattice .
Mentre si accetta senza alcun commento che H&M venda una camicia da uomo
manica lunga a 6.75 euro !
Quale differenza esiste con il Parmesan , il formaggio taroccato che imita
il Parmigiano ? Perchè nessuna organizzazione imprenditoriale non evidenzia come sia impossibile
che una camicia costi in Italia questo prezzo SE NON SFRUTTANDO IL LAVORO MINORILE dei paesi in via
di sviluppo e che sicuramente è stata tinta con coloranti vietati?
In altre parole il tentativo delle major del vino di " delocalizzare " un costo tappo
usando il lattice è stato contrastato con una importante campagna di comunicazione , mentre
il T/A accetta tutto .
Incomprensibile come invece si sia permesso questo e molto altro ancora
al settore tessile abbigliamento .
Ma il mercato ha sempre premiato la qualità specia se legata alla
sicurezza del prodotto ed ora anche alla eco sostenibilità .

Argomenti che renderebbero ancora una volta il T/A al centro
del mercato .
cordialmente

Francesco Pontelli

cell. 368 7339188




By Aurora Magni on 08/06/2011 13:09
Scusate, ritorno al ping pong con Massimo DB: certo il titolo "Piccoli verde Lega.." con cui il Corriere introduce l'articolo di Dario Di Vico è un po' un macigno....



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