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Aspettando Rio 2012
Posted by Redazione Blumine on 25/02/2011 - 0 commenti - view count: 5891
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Il rapporto dell’UNEPTowards a Green Economy: Pathways to Sustainable Development and Poverty Eradication presentato al Governing Council/Global Ministerial Environment Forum  suggerisce azioni da intraprendere per garantire la riduzione delle emissioni combattendo al contempo la povertà. Si tratterebbe di investire il 2% del PIL di ogni nazione in dieci settori chiave:agricoltura, edilizia, energia, pesca, foreste, industria, turismo, trasporti, gestione di acqua e rifiuti. Sommando gli sforzi si potrebbe arrivare ad avere investimenti green per un totale di 1,3 triliardi di dollari.

Secondo il rapporto puntare sulla green economy consentirebbe di abbattere la povertà favorendo lo sviluppo soprattutto nelle economie definite in via di sviluppodove il 90% del PILdei meno abbienti risulta legato alla natura, alle foreste e al patrimonio idrico. Attualmente una percentuale compresa tra l’1 e il 2% del PILmondiale viene utilizzata per assegnare sussidi a settori definiti “insostenibili”,ad esempio incentivando l’utilizzo di combustibili fossili o favorendo l’impiego di pesticidi in agricoltura contribuendo così al dissesto idrogeologico e all’inquinamento. Cambiando destinazione ai finanziamenti sarebbe quindi possibile favorire lo sviluppo di politiche a sostegno della diffusione delle fonti energetiche rinnovabili facilitando e agevolando la transizione verso un’economia verde e sarebbe possibile aumentare i posti di lavoro nei settori di interesse ambientale.  In altre parole il rapporto propone una sorta di ribaltamento delle scelte economiche strategiche: ad esempio investendo lo 0,25% del PILmondiale in efficienza energetica ed energie rinnovabili il vantaggio potrebbe concretizzarsi in un calo sostanziale dei consumi di energia primaria quantificabile in un -9% al 2020 fino alla diminuzione del 40% nel 2050.
Grandi vantaggi potrebbero venire dal settore rifiuti, adottando pratiche volte alla riduzione del quantitativo di materiale di scarto puntando anche su riciclaggio e recupero dei materiali prendendo esempio da paesi impegnati nella gestione razionale dei rifiuti come il Brasile, dove il riciclaggio genera un ritorno economico di circa 2 miliardi di dollari l’annoevitando il rilascio in atmosfera di 10 milioni di tonnellate di emissioni climalteranti.

In occasione della presentazione del Report Achim Steiner, Sottosegretario generale dell’ONUe direttore esecutivo dell’UNEP, ha dichiarato: “Rio 2012 arriva in un contesto di rapida diminuzione delle risorse naturali e di rapido cambiamento ambientale – dalla perdita di barriere coralline e delle foreste alla crescente scarsità di terra produttiva; dall’urgente necessità di alimentare e sostenere le economie fino agli incontrollabili impatti del cambiamento climatico. Con 2,5 miliardi di persone che vivono con meno di 2 dollari al giorno e con più di due miliardi di persone che si andranno ad aggiungere alla popolazione globale entro il 2050, è chiaro che dobbiamo continuare a sviluppare e far crescere le nostre economie. Ma questo sviluppo non può avvenire a scapito dei regimi di supporto della vita sulla terra, negli oceani o nella nostra atmosfera che sostengono le nostre economie e quindi, la vita di ognuno di noi”.

http://www.unep.org/greeneconomy/GreenEconomyReport/tabid/29846/Default.aspx


  
Posted by Redazione Blumine on 25/02/2011
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