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Bucato e inquinamento da microplastiche, qualcosa si può fare
Posted by Aurora Magni on 21/12/2015 - 0 commenti - view count: 3473
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Il bucato di 1 kg di capi tessili genera 25 kg di CO2 e, solo in Europa, vengono effettuati 35,6 miliardi di lavaggi in lavatrice all’anno. Detergenti, smacchiatori, ammorbidenti sono rilasciati nelle acque a cui si aggiungono frammenti di fibre tessili non biodegradabili. Una felpa di poliestere lascia nell’acqua di lavaggio fino a 1 milione di microfibre, una sciarpa acrilica 300.000, un paio di calze di nylon 136.000.

Parte da questi dati il progetto UE Life+  Mermaids e realizzato da CNR -Istituto per i Polimeri, Compositi e Biomateriali (IPCB) e  Istituto per gli Studi Macromolecolari (ISMAC), LEITAT (Spagna),  Plastic Soup Foundation PSF (Olanda), Polysistec, SL (Spagna). 

Obiettivo del progetto (iniziato nel 2015 e che si concluderà nel 2017) è la riduzione di almeno il 70% la quantità totale di microplastiche attualmente rilasciate dalle acque di scarico di lavaggio. La fase di studio del fenomeno è naturalmente preliminare e riguarda sia la quantificazione della quantità di micro/nano fibre negli scarichi dei lavaggi domestici per i diversi tipi di tessuti sintetici, sia la caratterizzazione e quantificazione delle micro e nano plastiche contenute in circa 10 diversi campioni provenienti da scarichi di lavaggio. La ricerca di soluzione coinvolge l’ ottimizzazione dei processi di lavaggio mediante l’uso di nuovi detersivi, di tessuti sottoposti a nuovi trattamenti di finissaggio e della loro combinazione sinergica.

Intervenire sulle tecnologie è importante: gli impianti responsabili del trattamento delle acque di scarico non sono progettati per bloccare il passaggio delle fibre. Vie alternative per raggiungere questo obiettivo possono essere rappresentate dall’applicazione di tecnologie e additivi innovativi per i processi di lavaggio e i trattamenti di finissaggio tessile. Anche le lavatrici domestiche devono essere progettate per filtrare gli inquinanti. Senza dimenticare ciò che possono fare i detersivi. Come si legge nel progetto: “i detergenti per il bucato sono impiegati quotidianamente. La loro composizione può aumentare o diminuire il rilascio di micro-fibre. MERMAIDS ha fornito nel Dicembre 2015 i risultati di uno studio sulle formulazioni usate in Europa in diversi tipi di detersivi (Report Task A.2.2.1; Study of the different types of commercial laundry additives and their contribution to the reduction of fibre breakage). Questi contengono surfattanti e molti di loro anche polimeri e agenti alcalini. Il passo successivo è quello di studiare come questi prodotti possano aumentare o diminuire il rilascio di microfibre nell’acqua dopo un certo numero di lavaggi in lavatrice. Si cercherà di determinare l’influenza di alcune componenti sulla conservazione delle fibre”.

Da parte sua l’industria tessile “può impiegare ausiliari per ridurre la perdita di fibre corte, per eliminare le fibre superficiali o per evitare il loro distacco dalla superficie dei tessuti. Quindi, nel campo dell’industria tessile, l’uso di ausiliari tessili con la capacità di proteggere le fibre dalla rottura può essere la soluzione contro la formazione di micro/ nano fibre”.

Per approfondire: www.life-mermaids.eu


  
Posted by Aurora Magni on 21/12/2015
Filed under studi/ricerche

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