Sustainability-Lab News > Casca il mondo casca la terra tutti giù per terra

 

Casca il mondo casca la terra tutti giù per terra
Posted by Aurora Magni on 02/11/2018 - 0 commenti - view count: 183
  Rate    

Solo una filastrocca? Forse.

 Certo le conseguenza drammatiche del maltempo che ha colpito il nostro Paese in questo inizio di autunno  aggravate da atti criminali (come dare fuoco a depositi di rifiuti seminando diossina sui centri abitati, campi e scuole), fanno capire che in fondo il cambiamento climatico è qualcosa che ci riguarda.

E riguarda il business e il futuro delle imprese.

Lo ricordano a livello mondiale il “The Global Risks Report 2018” pubblicato dal World Economic Forum e a livello nazionale- tra gli altri- il progetto europeo “Life+ Derris” realizzato dal Coordinamento Agende 21 locali italiane,   Unipol Gruppo, ANCI, CINEAS, Città di Torino e Unipolsai.

Secondo quanto comunicato dai responsabili di Derris  sarebbe però  ancora ‘scarsa la consapevolezza delle imprese italiane riguardo alla loro vulnerabilità e alla necessità di azioni specifiche di adattamento , ma anche rispetto al loro possibile ruolo nel fornire un contributo importante all’inversione di rotta, come evidenziato pure dal recente ICCP Special Report on Global Warming of 1.5°C.’

Eppure, ricordano i ricercatori, ‘sono sette i principali pericoli climatici da cui possono essere colpite le imprese: alluvioni, fulmini, pioggia, grandine, frane, vento e la variazione delle temperature (che possono mettere a rischio apparecchiature oltre alla salute dei lavoratori). Le aziende esposte al solo rischio alluvione sono in Italia 1.642.165, e dati recenti ci dicono che il 90% delle PMI che in conseguenza a un evento catastrofale rimangono inattive per una settimana, fallisce entro un anno. Solo tra il 2013 e il 2015 sono stati stimati 8 miliardi di euro di danni per eventi metereologici eccezionali. L’88% dei Comuni italiani è infatti in aree considerate ad elevato rischio idrogeologico, con quasi 7 milioni di persone che abitano o lavorano in queste zone. E ancora, dal 2010 ad oggi sono 126 i Comuni italiani dove si sono registrati impatti rilevanti con 242 fenomeni meteorologici, alcuni dei quali hanno ad esempio provocato 55 giorni di blackout elettrici complessivi, con pesanti conseguenze anche per le aziende che hanno dovuto rallentare o interrompere le attività’.

Ne segue che enti pubblici e imprese devono allearsi nelle azioni straordinarie, nella gestione cioè della fase emergenziale post calamità, ma anche prima, perché essere preparati è meglio.

Ecco allora  strumenti sviluppati nell'ambito del progetto come  il Cram tool (utilizzabile online al sito https://cram.derris.eu/),  che consente alle aziende di effettuare un’autovalutazione della propria vulnerabilità (ossia i pericoli potenziali) e la creazione di un  piano di azione aziendale per adattarsi agli effetti dei cambiamenti climatici.

 Insomma i tempi sollecitano un’azione condivisa che renda resilienti imprese e comunità .

Per approfondire: http://www.derris.eu/

 

 

 


  
Posted by Aurora Magni on 02/11/2018
Filed under fatti/attualità
Tags

Commenti
You have to login to leave a comment.

Attention: This blog is not a newspaper as it is updated without any periodicity. It can not therefore be considered an editorial product under Law n° 62 del 7.03.2001. The blog author is not responsible for the content of the comments to posts, nor for the content of linked sites. Some texts or images included in this blog are taken from the internet and therefore they considered public domain; if their publication smash any copyright, please notify us by email. They will be immediately removed.
    
Rss Rss
Blog archive