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Centrocot: prove di circular economy
Posted by Aurora Magni on 30/04/2019 - 0 commenti - view count: 320
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Ci siamo ripromessi di seguire da vicino il progetto ENTeR per verificare come il sistema tessile e della moda risponda alle iniziative concrete di recupero e riciclo di scarti tessili.

Si tratta di un progetto UE Interreg Central Europe che intende favorire il “match” fra imprese che offrono scarti e altre che richiedono materiali ma anche trovare nuove applicazioni per rifiuti tessili, basate su concept creativi. Un obiettivo che Centrocot – insieme ai suoi partner italiani ed internazionali – conta di raggiungere con molteplici iniziative e soprattutto sfruttando al meglio le potenzialità della piattaforma informatica M3P.

Le tecnologie digitali sono un potente alleato nelle azioni di raccolta e condivisione dati – ci spiega Roberto Vannucci, responsabile Ricerca e Innovazione di Centrocot – soprattutto in un mondo in cui le informazioni hanno di per sé valore e in cui i dati, essendo difficilmente standardizzabili, richiedono continui aggiornamenti. Con ENTeR vogliamo dare alle aziende uno strumento per valorizzare ciò che per loro rappresenta un’eccedenza produttiva, un rifiuto di cui liberarsi ma che per altri soggetti della filiera può essere un’importante materia prima. Rendendo visibili a un vasto pubblico di operatori questi materiali e facilitando l’incontro tra domanda e offerta possiamo dare un contributo reale alla implementazione di un’economia circolare’.

Ma come reagiscono le aziende a questa proposta?

‘Sicuramente l’interesse è alto – risponde Donatella Macchia, ricercatrice Centrocot – molte richieste arrivano sollecitate da nostre attività di progetto, ma stiamo riscontrando anche contatti spontanei da aziende che sono venute a conoscenza dell’iniziativa dai social.  Ma naturalmente non mancano le difficoltà concrete nel passare alle fasi concrete’.

Ad esempio?

La principale è la mancanza o comunque la difficoltà nel reperire dati standard in merito alla tipologia dei materiali, come composizione fibrosa, volumi e tempistica in cui i rifiuti stessi sono prelevabili. A parte aziende che lavorano solo una fibra, ma sono ormai davvero poche, più ci si avvicina alle fasi a valle della filiera più aumentano le variabili dei materiali utilizzati: fibre miste, processi tintoriali e di finissaggio, presenza di materiali di altra natura come elastomeri ma anche sensori e metalli. E sapendo quanto sia importante per un processo di riciclo l’omogeneità dei materiali trattati la complessità certo riduce le possibilità di impiego.’

Questo non significa che rinunciate a valutare materiali compositi.

Al contrario – precisa Vannucci – siamo molto interessati ad analizzarli e a valutare ipotesi di riciclo o riuso. È bene tenere presente che ENTeR non ha come obiettivo solo l’incontro domanda–offerta ma anche quello di sperimentare strade innovative per la rivalorizzazione di scarti. I laboratori di Centrocot inoltre sono a disposizione delle aziende che partecipano all’iniziativa per offrire il supporto tecnico necessario’.

Cosa deve fare un’azienda per partecipare al progetto?

Semplicemente contattarci. Le chiederemo di descriverci quali sono i suoi scarti e quali i materiali da eliminare o ciò che sta cercando, per caratteristiche tecniche e volumi. La inviteremo a registrarsi sulla piattaforma e ad inviare a Centrocot alcuni campioni. ENTeR è un progetto finanziato quindi non vi sono costi di partecipazione.’

Chi può partecipare ad ENTeR?

Le aziende tessili e della moda residenti in Piemonte, Val d’Aosta, Liguria, Lombardia, Veneto, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna.

Quali scarti possono essere condivisi sulla piattaforma?

Tessuti, scarti di fibre, filati, cimosse, sfridi in generale, ma anche composti chimici (coloranti e ausiliari) e packaging.

Il progetto si concluderà nel 2020.

I contatti:  donatella.macchia@centrocot.it


  
Posted by Aurora Magni on 30/04/2019
Filed under fatti/attualità

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