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Conciare la pelle con agenti naturali. Si può
Posted by Aurora Magni on 11/11/2013 - 1 comment - view count: 2887
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Ogni anno in Europa vengono conciati 200.000 metri quadri di cuoio.  Una bella notizia per l’industria della moda e dell’arredamento, un po’ meno per l’ambiente. Il processo di concia è infatti caratterizzato da un elevato impatto ambientale a causa dell’uso di sostanze chimiche inquinanti senza le quali non era fino ad oggi possibile ottenere prodotti soddisfacenti.

ECOFATTING, un progetto realizzato nell’ambito del programma Life+  dell’UE, ha permesso di mettere a punto un metodo innovativo che consente di sostituire il 24% degli agenti chimici utilizzati nella concia dall’elevato contenuto di cloro e difficilmente biodegradabili    (le cloroparaffine), con prodotti di origine naturale nella fase di ingrassaggio del ciclo di concia delle pelli. Questa soluzione consente non solo di aumentare la biodegradabilità dei prodotti e ridurre l’accumulo di sostanze chimiche nell’ambiente, ma anche di migliorarne la qualità del prodotto finito.

Il progetto  è stato coordinato  da ICCOM, l’Istituto di Chimica dei Composti Organometallici del CNR di Pisa che opera in uno dei distretti più importanti della concia con 10mila lavoratori in 900 piccole medie imprese e che è responsabile del 35% della produzione nazionale delle pelli. L’adozione del metodo innovativo proposto in ECOFATTING aiuterà ad accrescere la competitività delle aziende che potranno puntare su nuove linee di prodotti dal profilo ecosostenibile e dalla maggiore qualità.

I partner del progetto che hanno contribuito al conseguimento di questo importante risultato sono, oltre all’ICCOM di Pisa, l’Agenzia Nazionale per le Nuove Tecnologie, l’Energia e lo Sviluppo Sostenibile- ENEA, l’Ente di Ricerca Chimica- SERICHIM Srl, la COLORTEX Spa, membro del gruppo Biokimica, leader nella formulazione e sintesi di prodotti chimici per l’industria conciaria e l’istituto tecnico per l’industria calzaturiera e conciaria spagnolo INESCOP.  


  
Posted by Aurora Magni on 11/11/2013
Filed under studi/ricerche
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Commenti
By umberto tunesi on 12/11/2013 12:14
Una canzone - credo francese - dice "Le coque est morte": cosa aspettiamo a dire che le cuir est morte? La produzione di cuoio è quanto di peggio ci sia per l'ambiente - come se non ne avessimo abbastanza - ed è un materiale da età della pietra. E' un materiale gelido quando fa freddo e torrido quando fa caldo, è praticamente solo un simbolo legato ai film western di John Wayne. E' un giocattolo.

umberto tunesi


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