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Da Symbola una fotografia dell’industria del design
Posted by Aurora Magni on 03/04/2019 - 0 commenti - view count: 136
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Sono oltre 192.400 le imprese europee del design e realizzano un fatturato di circa 25miliardi di euro (dati 2017). Di queste, oltre 30 mila sono italiane con oltre 50 mila addetti  a conferma del ruolo che la creatività e la competenza professionale della filiera italiana ha nella catena del valore internazionale. Del resto basta citare il Salone del Mobile, il più importante appuntamento mondiale del design per capire di cosa si sta parlando. Un  settore ad alto valore aggiunto in cui i confini tra manifattura e impresa creativa si attenuano e in cui il fenomeno della frammentazione produttiva rischia di limitare le grandi potenzialità, le imprese con meno di due addetti rappresentano ancora il 45% delle imprese del design.

I dati sono citati nel rapporto ‘Design economy’ che Fondazione Symbola ha presentato a Milano in Triennale lo scorso 1 aprile a conclusione dei lavori dell’ osservatorio sul settore realizzato in collaborazione con Deloitte.

Design e green economy driver per la competitività

Da un’ indagine condotta su un campione di 3000 realtà manifatturiere da 5 a 499 addetti, rappresentative di un universo di 54.000 imprese emerge un dato: quelle che puntano sul design impiegando designer direttamente (tramite assunzione o consulenze professionali) o attraverso rapporti di subfornitura, mostrano performance nettamente superiori alle imprese che non investono in design. Nelle imprese “design oriented”, infatti, il 32,3% dichiara una crescita degli addetti durante il 2017 (23,9% per le altre imprese) e oltre un terzo afferma un miglioramento del fatturato e delle esportazioni. Il ruolo del design a traino della competitività, infine, appare ancor più accentuato se si considera il connubio con la green economy. Basti pensare come, nella distinzione tra imprese, il vantaggio a favore di quelle che investono in tecnologie green, puntando simultaneamente sul design, raggiunge i 21 punti percentuali in termini di addetti (il 42,0% delle imprese green e design oriented dichiara un aumento dell’occupazione, contro il 21,0% delle imprese inattive sui due fronti), 18 punti in termini di fatturato (46,0% contro 24,0%) e 17 punti in relazione alle esportazioni (44,0% contro 27,0%).

Fotografia dell’ industria del design

In Lombardia, Emilia Romagna e Piemonte si concentra oltre il 50% del valore aggiunto e degli addetti del settore. Seguono Veneto, Lazio e Toscana.

In testa alla classifica delle province italiane per peso delle imprese del design sul totale nazionale troviamo Milano (con una incidenza dell’11,6%), quindi Torino (6,5%) e Roma (5,6%), che da sole accolgono più di un quarto della base produttiva del comparto. Seguono Firenze (2,7%), Bologna e Napoli (2,6%), Treviso (2,5%), Vicenza, Modena, Bergamo e Brescia (tutte al 2,4%) e Padova e Como (2,3%). La provincia di Fermo si colloca in prima posizione nella graduatoria per incidenza delle imprese del design sul totale delle attività provinciali, con un valore pari all’1,38%. Seguono Como (con una quota dello 0,96%), Modena e Lecco (0,68%), Milano (0,62%), Vicenza (0,60%) e Torino (0,59%).

 In termini di specializzazione si osserva dunque la sovrapposizione territoriale tra imprese del design e della manifattura. Nelle top twenty delle province italiane per incidenza del valore aggiunto e dell’occupazione delle imprese del design sul totale nazionale Milano è prima sia per incidenza del valore aggiunto (il 20,5% della ricchezza prodotta dalle attività del design), che per incidenza di occupati (pari al 16,3%). Seconda posizione in entrambe le graduatorie per Torino, con una incidenza del valore aggiunto del 7,5% e una incidenza dell'occupazione del 7,2%; terza per Roma, rispettivamente con il 6,6% e il 6,4%.

Il legame tra design e cultura della sostenibilità –nei sistemi produttivi e nella società- trova conferma anche nel contesto in cui la presentazione del rapporto ha avuto luogo. La XXII Esposizione Internazionale della Triennale di Milano dal titolo “Broken Nature: Design takes on Human Survival”, evidenzia infatti come il vero tema del design non è più quello di risolvere le questioni immediate, ma quelle che avranno un impatto sul lungo termine come quelle sollevate lo scorso marzo da milioni di giovani scesi in piazza in oltre 1700 città in tutto il mondo per chiedere ai governi un impegno serio nella lotta ai cambiamenti climatici. 

Scarica il rapporto completo http://www.symbola.net/html/article/designeconomy2019


  
Posted by Aurora Magni on 03/04/2019
Filed under studi/ricerche

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