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Dal Catalogo di Milano Unica (2013-15) una fotografia dell’azienda sostenibile
Posted by Aurora Magni on 02/06/2015 - 0 commenti - view count: 2006
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Il Catalogo  dei Tessuti e degli Accessori Sostenibili realizzato da Blumine/sustainability-lab per Milano Unica dal 2013 all’esposizione del febbraio 2015 ci fornisce interessanti informazioni sulle strategie attuate dalle aziende per realizzare prodotti sostenibili.

Confrontando le dichiarazioni rese dalle imprese partecipanti al progetto è possibile infatti delineare un quadro delle politiche assunte. Naturalmente i risultati fotografano le iniziative svolte da imprese leader in fatto di sostenibilità, una sorta di “avanguardia” che ha scelto il terreno dell'ecologia e della responsabilità sociale per dare corpo alle proprie strategie competitive.

Le aziende

Le imprese considerate sono quelle che hanno partecipato alle 5 edizioni del Catalogo e che sono tutt’ora attive. In quanto espositrici di Milano Unica sono aziende produttrici di tessuti o accessori cioè bottoni, etichette e chiusure lampo. 

Le aziende analizzate  sono 26 , 24 italiane, 2 straniere. Le impresi produttrici di tessuti sono 18, e 8 producono accessori ( nello specifico: 2  producono etichette, 4  bottoni, 2 chiusure lampo).

 

I descrittivi

Per comprendere quali azioni prevalgono nelle politiche orientate alla sostenibilità delle aziende considerate utilizzeremo i descrittori appositamente studiati da Blimine/sustainability-lab per il Catalogo dei tessuti ed accessori sostenibili. Essi si riferiscono alle strategie aziendali e alle caratteristiche attribuite ai prodotti.

 

In sintesi questi i principali risultati

  • quasi la totalità delle imprese (92,3%) ha investito in tecnologie per il risparmio di energia o in energie alternative a conferma di come le strategie di contenimento dei costi abbiano da tempo preso in considerazione le voci che maggiormente pesano nel bilancio aziendale. Sappiamo bene come il costo energetico rappresenti per il settore tessile notoriamente energivoro, elemento di preoccupazione,
  • una quota importante di imprese ha svolto azioni per contenere i consumi idrici (17 aziende cioè il 65,4%) e per garantire assenza di inquinanti e sostanze tossiche nelle proprie produzioni (17 aziende). Tra le  21 aziende che intervengono su queste problematiche  12 (46%) hanno dichiarato di agire su entrambe le criticità (consumi idrici/chimica),
  • al terzo posto compaiono aziende che tracciano la storia produttiva dei loro prodotti (16, pari al 61,5%),
  • la maggioranza delle aziende (61,5%) adotta tecnologie e misure organizzative per ridurre e gestire al meglio gli scarti produttivi attraverso riciclo, riutilizzo o conferimento a centri di raccolta specializzati e il 57,7% ha messo a punto proposte di tessuti o accessori realizzati con fibre o altri materiali second life,
  • abbastanza diffusa è anche la pratica di documentare e monitorare i fattori che determinano il grado di sostenibilità dell’azienda (15 aziende su 26 dichiarano di disporre di questi strumenti),
  • la prassi di effettuare acquisti sostenibili privilegiando canali come cooperative sociali o ad esempio uso di carta riciclata e articoli biodegradabili è adottata da 14 aziende,
  • sul piano più prettamente connesso alla cultura d’impresa è importante evidenziare che 17 aziende su 26 (65,4%) dichiara di intrattenere relazioni con i propri stakeholder riguardo a temi quali la gestione responsabile della filiera, il volontariato sociale, la crescita del proprio personale e 11 aziende svolgono azioni di solidarietà o beneficenza rivolte a comunità locali,
  • l’adozione di tecnologie e misure specificatamente dirette alla riduzione della CO2 o azioni di compensazione delle emissioni sono effettuate da 9 aziende (34,6%)
  • la scelta di sviluppare linee bio riguarda il 34,6% delle aziende e lo stesso peso percentuale hanno le imprese che danno rilevanza a temi quali il benessere degli animali fornitori di materia prima,
  • seppure con un peso statisticamente meno rilevante si registrano inoltre aziende che considerano strategico il tema della tradizione/artigianalità per attribuire valore alle proprie collezioni salvaguardando la cultura produttiva dei territori (19%) e che attuano pratiche etiche e solidali improntate al fair trade e alle filiere equosolidali.

 

In conclusione si confermano come prioritari gli interventi su energia, acqua e trattamenti chimici. Sono fattori che incidono economicamente nella vita delle imprese e sui quali l’azienda gioca la propria reputazione (sicurezza del prodotto e rischio chimico). Non sorprende di conseguenza l’importanza attribuita alla tracciabilità delle fasi di lavorazione e la diffusione di pratiche documentali che consentono all’azienda di monitorare consumi, scarti, emissioni e altre voci ecologicamente impattanti migliorandonele performances. Nella progettazione del prodotto sostenibile un ruolo importante ha l’origine della materia prima (biologica o da riciclo) spesso lavorata con modalità che recuperano tradizioni e qualità artigianali.

I dati confermano inoltre un’apertura delle imprese alle tematiche sociali che si manifesta in relazioni non occasionale con stakeholder e con iniziative di impegno sul territorio o in iniziative umanitarie.  


  
Posted by Aurora Magni on 02/06/2015
Filed under studi/ricerche
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