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Design e scarti tessili… sorprese all’orizzonte
Posted by Redazione Blumine on 29/04/2018 - 0 commenti - view count: 1558
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(di Irene Ivoi, Salone del Mobile, Milano 2018).

Il settore tessile in aprile è stato protagonista a Milano di diversi momenti di attenzione mediatica.

Oltre al convegno presso il material Village gestito da Material Connexion, al SuperStudioPiù, di cui Sustainability Lab ha già parlato (https://www.sustainability-lab.net/it/blogs/sustainability-lab-news/il-parlamento-europeo-approva-il-pacchetto-sulleconomia-circolare-che-interessa.aspx), abbiamo apprezzato anche il secondo tour a Milano di Really.

Really (/www.reallycph.comnasce in Danimarca nel 2011 grazie all’impegno di Kvadrat e nel dettaglio di Wickie Meier, Klaus Samsøe e Ole Smedegaard, con l’obiettivo di riciclare  scarti tessili. L’ouput è il Solid Textile Board, un pannello compatto e felpato che ha debuttato nel 2017 al salone del Mobile di Milano tradotto in elementi di arredo disegnati da Max Lamb.

La sua serie di 12 panchine costituiva un suo personale percorso di esplorazione, ma mostrava il potenziale del Solid Textile Board e come si rapporta rispetto ad altri materiali impiegati per realizzare  pannelli[1].

Quest’anno Really ha presentato nel Brera Distric altre applicazioni del Textile Board a cura di nuovi designer: Benjamin Hubert|Layer, Christien Meindertsma, Claesson Koivisto Rune, Front, Jo Nagasaka, Jonathan Olivares e i Raw-Edges Design Studio.

Quest’anno c’erano anche delle applicazioni dell’Acoustic textile Felt pensate per isolare pareti o ambienti da suoni e rumori.

Tutto perfettamente in linea con i nostri prossimi bisogni di riciclare più rifiuti tessili che raccoglieremo in maggior quantità in virtù dei nuovi obiettivi europei di riciclo della frazione tessile.

Ed anche il travolgente taiwanese Arthur Huang, appena sbarcato a Milano con una nuova sede di MiniWiz, ci ha mostrato meraviglie che si compiono inserendo rifiuti tessili in una macchina che ne estrae un feltro termoformabile.

A Milano, nella design week –distretto 5 Vie- era possibile vederlo  tradotto nella scocca di una seduta.

Siamo allora in trepidante attesa di vedere cosa la nostra blasonata creatività inventerà con i tanti rifiuti tessili che raccoglieremo e i tanti scarti tessili (preconsumo) che proliferano.

Chi ha l’ambizione oggi di inventare nuovi materiali processando i vecchi, oltre alla tecnologia necessaria, deve investire e ricorrere però anche al contributo del design.

 Gli esempi citati, con l’augurio di vederli presto trasformati in prodotti acquistabili, ci dicono che il design con il suo potere di vedere oltre la siepe è sostanziale.

Lo scenario che ci attende sarà ricco di sorprese.



[1]Il pannello standard è di 3 metri di lunghezza x 1,1 m di altezza e spessore 7,8 mm

 


  
Posted by Redazione Blumine on 29/04/2018
Filed under fatti/attualità

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