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DWR: sempre più proposte di trattamenti PFC-free
Posted by Fabio Guenza on 11/02/2016 - 1 comment - view count: 3518
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Mercato delle nobilitazioni Durable Water Repellent sempre più sull’onda della lotta ai PFC, condotta da associazioni ambientaliste, in primis Greenpeace (vedi  “Tracce nascoste nell'outdoor”. Il nuovo rapporto di Greenpeace) e istituzioni (ad esempio la Norvegia vieta la vendita di tessili contenenti PFC a catena lunga sopra il limite di 1 μg/m2).

Tra le alternative proposte:

  • BARRIER ECO della svizzera HEIQ, ispirata alla struttura fisica idrorepellente della piuma d’anatra, presentata all’ITMA il 14 novembre 2015
  • OC-aquasil Tex™: additivi della svedese  OrganoClick per maglieria, tessuti e non-tessuti, basata su polimeri organici, presentato a ISPO a fine gennaio 2016
  • Teflon EcoElite™ novità della statunitense  Chemours, in collaborazione con Huntsman con Zelan® R3, per il 60% da fonti rinnovabili.

Rispetto ai risultati raggiungibili con l’uso dei PFC (tuttora lo standard tecnico), il livello qualitativo è più paragonabile in termini di durevolezza che di grado di impermeabilizzazione; almeno, è quanto si desume dalle stesse dichiarazioni degli interessati, e dai paragoni quantitativi che si focalizzano proprio su questo punto (resistenza ai ripetuti lavaggi).

D’altro canto, le prestazioni esasperate in termini di grado di impermeabilizzazione, raggiungibili solo coi PFC, sono necessarie solo in situazioni veramente limite, e non per l’uso che comunemente si fa dei prodotti che le offrono. Un lusso che i marchi stessi dell’outdoor, con i prodotti PFC free, e gli stessi consumatori stanno iniziando a ritenere di non potersi permettere a scapito dell’ambiente e della salute.


  
Posted by Fabio Guenza on 11/02/2016
Filed under fatti/attualità

Commenti
By Aurora Magni on 21/02/2016 15:57
Buone notizie direi. Intanto continua la pressione di Greenpeace sui brand dell'outwear. Il 19 febbraio scorso attivisti di Greenpeace hanno "attaccato" lo store The North Face in Galleria San Carlo, a Milano, per protestare contro l’uso di sostanze chimiche pericolose nell'abbigliamento e negli accessori. La manifestazione segue di due giorni quella svolta davanti alla sede svizzera di Mammut ma la settimana precedente sostenitori dell’associazione sono stati ritratti in costume o nudi per protestare contro il comportamento di un’altra azienda leader del settore, la The North Face.
Alla base della protesta il mancato impegno reale dei brand dello sport per quanto riguarda l’eliminazione dei PFC dai propri capi.




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