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Eliminare sostanze critiche dai processi (anche ) grazie a sistemi NFC
Posted by Aurora Magni on 23/04/2019 - 0 commenti - view count: 227
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Crescono le esperienze che mostrano come  sia possibile  aumentare il grado di sicurezza chimica e la sostenibilità ambientale dei processi e dei prodotti tessili. Vogliamo soffermarci su due casi particolari, sviluppati nell’ambito del progetto F-Susy cofinanziato dalla Regione Lombardia ( Smart Fashion and Design) recentemente conclusosi.

Besani srl è un maglificio di Besnate (Varese) specializzato nella produzione di tessuti a maglia in cotone di pregio. L’attenzione dell’azienda per la sicurezza chimica si era già concretizzata in strategie di certificazione (Oeko-Tex, STeP) e nella sottoscrizione della campagna Detox. Come ci  racconta Mario Riva (procuratore dell’azienda) ‘a seguito della segnalazione di tracce di paracloroanilina su alcuni tessuti da parte di un cliente che non erano state riscontrate dai test di laboratorio a campione, abbiamo deciso di individuare le cause e trovare soluzioni alternative coinvolgendo la tintoria di riferimento di Besani. Dallo studio sono emerse due soluzioni: innanzitutto  l’utilizzo di coloranti privi di paracloroanilina, che ha richiesto di ricercare e testare alcuni nuovi coloranti da poco introdotti sul mercato,  quindi  l’ottimizzazione dei processi d’uso dei coloranti “tradizionali” al fine di minimizzarne l’utilizzo e di ricondurre la presenza al di sotto dei limiti consentiti dalle RSL dei marchi’.

Il secondo caso riguarda Tessitura Attilio Imperiali (Lurate Caccivio, Como). Come spiega l’amministratore delegato Alessandra Imperiali,‘ci siamo focalizzati  sull’eliminazione di APEO e  del naftalene, le cui tracce erano state individuate nel tessuto best seller della nostra azienda, il Raso Imperiali. Infine abbiamo deciso di confrontarci con la presenza di PFC rilevati in articoli sottoposti a processi di impermeabilizzazione. La sperimentazione ha seguito percorsi diversi nei tre casi. Nel caso di APEO e naftalene Tessitura imperiali ha interagito con la “catena di fornitura” e dalla ricerca sono emerse soluzioni concrete. Ad esempio la presenza di neftalene era imputabile all’impiego di naftalina in qualità di termicida durante il trasporto del materiale. La sostituzione del naftalene con la canfora  ha permesso di risolvere  in tempi rapidi il problema. Nel caso dei PFC è stato necessario ricercare composti impermeabilizzanti privi di PFC, sperimentarne e testarne l’applicazione sui tessuti per verificarne l’impatto sulle performance tecniche dei tessuti’.

I casi descritti mostrano come sia efficace condividere con i fornitori un processo di ricerca volto ad individuare le soluzioni già disponibili sul mercato ma maggiormente adatte alle caratteristiche qualitative dei materiali prodotti dalle aziende.

E qui entrano in gioco le tecnologie digitali.

Agire sulla filiera (produttori chimici, fornitori, ciclo tintoriale e di finissaggio) significa dotarsi  di un  efficiente sistema di tracciabilità delle lavorazioni. Tanto Besani quanto Tessitura Imperiali hanno scelto di sperimentare una procedura di tracciabilità basata su tecnologie digitali e su tag NFC (Near Field Communication) ed UHF (Ultra High Frequency).

Sono stati quindi selezionati un fornitore di hardware (SMARTRES e NOLECOM, per tags e lettori a radiofrequenza, per entrambi i partner) e i fornitori di software di gestione della tracciabilità (S4GV per Besani e NOLECOM/SAIT per Tessitura Imperiali). La sperimentazione si è rivelata non semplice, sia per l’hardware a causa dell’aggressività di alcuni trattamenti chimici a cui sono sottoposte alcune tipologie di tessuto prodotti da Besani, in particolare per il mercerizzo, che fa uso intensivo di soda caustica, che per il software, a causa della complessità della gestione dei flussi di magazzino.

Il sistema di tracciabilità dei materiali e dei processi applicato in via sperimentale, prevede ad esempio nel caso di Besani la presenza del tag sull’inizio e sulla fine della pezza di tessuto inviata al cliente. Il tag contiene informazioni su: provenienza dei materiali, identificativo e localizzazione geografica degli stabilimenti che anno realizzato ogni singola fase: filatura, gasatura, aspatura, mercerizzo, tessitura, finissaggi, con indicazione di n. lotto o pezza, n. ordine e difetti). Tutte le informazioni possono essere lette dal cliente con apposito lettore o app su smartphone.

Le aziende hanno dovuto quindi svolgere un accurato studio di fattibilità preliminare che ha permesso di individuare i modelli di tag più adatti e la modalità di applicazione più efficace (patch termoadesiva), oltre che verificare la resistenza dei tag stessi ai principali trattamenti termomeccanici e/o chimico fisici subiti dai tessuti (accoppiatura a caldo, laminatura, trattamento idro, trattamenti antisfilo, finissaggi vari, lavaggio a secco).

In conclusione,  i principali risultati della sperimentazione sono stati:

  • in stretta collaborazione con l’ufficio ricerche e sviluppo il fornitore di hardware, lo sviluppo di innovativi supporti protettivi per i tag, in grado di resistere efficacemente all’aggressività chimica dei processi di mercerizzo. (per Besani),
  • l’integrazione di altri aspetti informativi nel progetto di tracciabilità, con l’obiettivo di migliorare la logistica interna e la comunicazione con il cliente. La tecnologia introdotta con il progetto pilota permette infatti di rendere disponibili al cliente informazioni e funzionalità legate alla singola pezza o comunque allo specifico articolo (scheda tecnica, risultati delle analisi chimiche, informazioni di tipo logistico, documenti del ciclo attivo, possibilità di effettuare reclami legati alla singola pezza, possibilità di geolocalizzare i fornitori coinvolti nel ciclo di produzione, etc.) (per Tessitura Imperiali).

Senza dimenticare il cliente finale

La tracciabilità con tecnologie digitali ha, per le due imprese, significative potenzialità da sviluppare compiutamente nelle prossime stagioni di vendita, in particolare nella relazione con i clienti che avranno a disposizione informazioni più esaustive e immediate sui trattamenti applicati ai prodotti. È ad esempio prevista la fornitura di tag aggiuntivi con le informazioni che il cliente (marchio della moda o negoziante) potrà apporre sul capo finito e che identificheranno univocamente il capo e tutta la sua filiere di produzione e che il consumatore finale potrà leggere facilmente avvicinando uno smartphone al tag.

 

 

 

 

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