Sustainability-Lab News > Fibre man made nei mari

 

Fibre man made nei mari
Posted by Aurora Magni on 31/01/2012 - 0 commenti - view count: 2674
  Rate    

Preoccupa soprattutto l’idea che possano finire in tavola. La notizia, pubblicata dalla rivista  Environmental Science and Technology, gira da qualche settimana nei blog ecologisti e merita una certa attenzione. Recentemente, ripresa da BBC News, ha sollevato non poche preoccupazioni ( http://www.bbc.co.uk/news/science-environment-16709045 ).

Mark Browne, ricercatore dell' University of California e membro del  National Center for Ecological Analysis and Synthesis  di Santa Barbara e  Richard Thompson dell'Università di Plymouth nel Regno Unito, hanno individuato tracce di poliestere, nylon e acrilico in campioni di acqua marina e sabbia prelevati in ambienti marini diversi. La causa sarebbe riconducibile al lavaggio di pile e abiti in fibra sintetica che, secondo i ricercatori, lascerebbero nell’acqua di lavaggio fino a 1.900 minuscole fibre a capo. Essendo le fibre di dimensioni molto piccole, pari a 1mm, possono essere ingerite dai pesci e minacciare quindi la catena alimentare.

La ricerca è nata dall’individuazione di frammenti di plastica talmente piccoli e talmente diffusi (circa l’80%) da sfuggire a qualsiasi immediata interpretazione. Da qui lo studio che ha ricondotto alla fonte tessile la causa dell’inquinamento rilevato. Al fine di valutare quanto sia diffusa la presenza di microplastiche, il team ha preso campioni da 18 spiagge di tutto il mondo, tra cui Regno Unito, India e Singapore. Tutti i campioni ne hanno mostrato la presenza con concentrazioni che aumentano in prossimità dei centri urbani. La  conferma è arrivata da test di lavaggio in lavatrice eseguiti nei laboratori delle università e dall’analisi degli scarichi fognari.

La parola passa quindi ai produttori di fibre man made e alle case produttrici di lavatrici. C’è modo di evitare la dispersione di materiali fibrosi?E' possibile almeno  filtrare gli scarichi dell’ acqua di lavaggio?

Nel frattempo noi italiani abbiamo anche un altro serio motivo di preoccupazione. Mi riferisco al Concordia che ancora trattiene, nelle condizioni precarie che conosciamo, 2.300 tonnellate di olii e carburanti,  una tonnellata di cloro, disinfettanti per la pulizia e l’igiene della piscina, 50 litri di insetticida, alimentari e detersivi di varia natura ed altro ancora.  E moltissimi materiali non esattamente biodegradabili.


  
Posted by Aurora Magni on 31/01/2012
Filed under fatti/attualità

Commenti
You have to login to leave a comment.

Attention: This blog is not a newspaper as it is updated without any periodicity. It can not therefore be considered an editorial product under Law n° 62 del 7.03.2001. The blog author is not responsible for the content of the comments to posts, nor for the content of linked sites. Some texts or images included in this blog are taken from the internet and therefore they considered public domain; if their publication smash any copyright, please notify us by email. They will be immediately removed.
    
Rss Rss
Blog archive