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Gennaio: tempo di fiere e moda sostenibile
Posted by Redazione Blumine on 10/02/2012 - 0 commenti - view count: 3901
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(Il post è stato pubblicato originalmente nel gruppo di discussione Economia Mercati e Consumi. da Alberto Saccavini)

 

Pitti Uomo: È sicuramente un evento fondamentale per l'industria della moda maschile mondiale, ma stenta ancora a far suoi i temi della moda sostenibile. Sono pochi i brand che fanno delle loro scelte in questa direzione il tema principale della loro comunicazione. La conseguenza è che risultano poche le collezioni sostenibili che si incontrano. Tra quelle che abbiamo trovato: gli italiani di 500gr con la loro nuova collezione 100% in lana riciclata; Uniforms For The Dedicated che passa da un 21% ad un 51% dei materiali sostenibili utilizzati: canapa, cotone e pet riciclati, noci al posto dei bottoni in corno etc.; Cushe marchio britannico di footware che incrementa la sua offerta sostenibile con Shucoon, scarpa sportiva realizzata all'interno del progetto C.L.I.M.A.T.E. acronimo di Containing Low Impact Materials And Thinking Environmentally – Contiene materiali poco impattanti e pensiero ambientalista; e infine Landini, in collaborazione con ASAP – as sustainable as possible, presenta una nuova linea di sciarpe leggerissime in puro cashmere tinto con colori naturali derivati da erbe, radici e foglie nel pieno rispetto dell'ambiente.

Pitti Bimbo: Anche quest'anno gli organizzatori propongono EcoEthic, una sezione dedicata a quelle collezioni bambino che hanno come elemento costitutivo eticità ed eco-sostenibilità. Si tratta di aziende di tutto il mondo che utilizzando materiali biologici e sostenibili nel rispetto dell'ambiente e delle persone contribuendo, con una filiera controllata, a tutelare produzioni locali e piccole comunità. Incontriamo qui: Alta Rosa, Corral de Pollitos, Frilo Swiss-made, Inch Blue, Kidiwi, Kite, NaturaPura, Nixie Clothing, Paola Maria, Småfolk, Stregatoccacolore, Veja.

Pitti Filati: Sembrava che dopo l'edizione di luglio, l'attenzione alla sostenibilità sarebbe stata il tema trasversale dell'evento, ma notiamo che non è più presente una sezione specifica dedicata. Degli espositori già presenti a luglio, troviamo al momento solo la Tintoria di Quaregna. Sicuramente i produttori di lana cardata non mancheranno, ma quanti punteranno sull'aspetto sostenibile della loro produzione al momento di comunicarlo al pubblico?

Who's Next Paris: La continua spinta all'anticipazione nel presentare le collezioni ha portato il gruppo WSN Developpement a spostare l'evento Who's next a gennaio e giugno dai classici febbraio e settembre, allontanandoli sempre più dalle settimane delle sfilate. Oltre a questo radicale cambiamento, l'acquisizione di Pret a Porter Paris ha segnato la fine di So Ethic, una delle più importanti sezioni dedicate alla moda sostenibile presenti all'interno di un evento di questo rilievo.
Questo non ha però segnato in alcun modo il numero delle presenze di marchi sostenibili, sottolineando ancora una volta, che gli eventi dedicati sono da un lato importanti e interessanti per la stampa, il pubblico e i brand, ma dall'altro che non sono necessariamente la migliore forma di promozione e vendita. Molti i brand presenti: L'Herbe Rouge, Les Racines Du Ciel, Misericordia, Komodo, Veja, Tudo Bom?, Toms, Ombre Claire, Pachacuti, Po-Zu, Swedish Hasbeens, gli italiani Dalaleo e Hell's Kitchen e sicuramente altri ancora.
Una nota particolare merita il progetto olandese Green Orange che anche quest'anno ha portato un numero sempre maggiore di giovani designer e brand dei Paesi Bassi a partecipare all'evento parigino. Si tratta di 28 realtà che con il supporto del governo rappresentano l'avanguardia in termini di sostenibilità del design olandese. Tra le altre: Elementum by Daniela Pais, Studio Jux, YXN, Lonits of Holland.

Berlino: La settimana della moda berlinese sarà come sempre monopolizzata dai due grandi eventi Premium e Bread and Butter, ma questa edizione forse più di tutte le altre vede un proliferare di piccoli e medi eventi distribuiti in varie parti della città. Alcuni sono new entry altre sono delle conferme e in tutto questo la moda sostenibile ha un ruolo tutt'altro che marginale.
GreenShowroom conferma la sua maturità nell'accogliere un numero limitato ma ben selezionato di brand che fanno di sostenibilità e lusso un binomio inscindibile. Spicca tra gli altri la presenza di Stewart+Brown pionieri americani del cotone biologico, alla loro prima apparizione nel vecchio continente. Tra gli altri partecipanti Reet AusRoyalblush, e gli italiani di Right as Rain.
Ethical Fashion Show Berlin: Di sicuro l'assoluta novità di questa edizione della settimana della moda berlinese. È il secondo evento che Messe Frankfurt dedica alla moda sostenibile in città, ed è proprio quest' ultima ad ispirare gli organizzatori nella selezione dei brand. È anche il primo vero esperimento di esportare dalla storica sede parigina l'evento creato nel 2004 da Isabelle Quéhé, non considerando come riuscito il tentativo milanese del febbraio 2009. Tra gli espositori troviamo alcune conferme come *MILCH, Elementum, Studio Jux, Komodo, Hemp Age, Helvetas e Banuq by Atelier Awash e alcune interessanti novità: l'intimo di BUTTWRAPBERLIN e l'abbigliamento bio d'ispirazione mongola di 'room to roam'.
La presenza di brand sostenibili non si limita agli show dedicati, ma invadono lentamente e inesorabilmente tutti gli eventi della fashion week. A guidare i visitatori una guida sopra a tutte: Berlin Fashion Week Eco Guide realizzata da Beyond Berlin un'agenzia per la moda e il lifestyle sostenibile. Molti i brand già presenti ai saloni parigini e altrettanti quelli storici e interessanti, da People Tree, agli italiani di Reale; da Noir a Nudie Jeans, in tutto più di 100 brand distribuiti in 8 eventi.

 

Alberto Saccavini 
write: ethicalista@gmail.com 
talk: +39 333 4781052 
skype: albertosaccavini 
twitter: @saccavini 
blog: ethicalista.wordpress.com 

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