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Green carpet. Alla notte degli oscar arriva la moda sostenibile
Posted by Marco Ricchetti on 01/03/2011 - 6 commenti - view count: 6007
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Livia Guggioli alla notte degli OscarIl red carpet degli oscar ha mostrato qualche riflesso greenLivia Giuggioli, la moglie italiana di Colin Firth, vincitore dell'Oscar come miglior attore protagonista per l'interpretazione del film Il discorso del Re, per la Notte delle Stelle ha indossato  un eco-dress: un abito creato ricucendo e riciclando vestiti usati.  

Livia è Creative Partner di Eco-Age, una società londinese un po' studio di consulenza per l'interior design sostenibile, un po' showroom e un po' negozio di moda,  fondato dal fratello di Livia, Nicola Giuggioli, dove lavora anche un altro fratello, Alessandro, e di cui è socio anche Colin Firth, un family business quindi, in puro italian style.

In una intervista al Telegraph del novembre 2009, Nicola Giuggioli si descrive così: "I never considered myself a green person or campaigner, I just find those issues very interesting.(...). I studied business at university and I just thought a sustainable, green economy would be the business of the future. It's not just worrying about climate change, it's about respecting people who work in the factory and producing good products."

Nel suo BlogLivia Giuggioli descrive il suo abito per la notte degli Oscar. E' un abito di Gary Harvey, designer londinese noto nella moda sostenibile e  già direttore creativo di Levi's Europe tra il 2000 e il 2005, ma, soprattutto, è stato interamente costruito riutilizzando ben undici abiti vintage, recuperati in mercatini e botteghe dell'usato. Tutti gli abiti ri-usati sono dell'epoca in cui si svolge la storia del film Il discorso del Re.

Ringrazio Alberto Saccavini che con un suo tweet ha richiamato la mia attenzione su questa notizia che mi era sfuggita.

 



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Posted by Marco Ricchetti on 01/03/2011
Filed under fatti/attualità

Commenti
By Maschera Di Sala on 01/03/2011 14:31
Vado in brodo di... Giuggioli!!! Bella notizia: cinema cultura e sostenibilità vanno forte!



By Fabio Guenza on 01/03/2011 18:41
E' un altro segnale che la sostenibilità sta passando dalla nicchia al mainstream. Nelle intenzioni. Nei fatti, siamo ancora agli inizi.



By Emanuela Mora on 02/03/2011 09:55
questo è un modo in cui si comincia a parlare diffusamente di moda sostenibile, far circolare l'espressione, tirare fuori l'immagine e lo stile degli abiti sostenibili dalla cornice alternativa. Da un lato è un fatto importante, perché fa percepire chiaramente che i vestiti sostenibili possono essere belli e desiderabili come quelli dei grandi marchi (le consumatrici intervistate nelle ricerche spesso dicono che le collezioni sostenibili sono brutti....).
Dall'altro mi chiedo in che modo possiamo supportare questo movimento in crescita che fa circolare le parole e le idee con informazioni che avvicino i consumatori, diffidenti e convinti di non essere in grado di procurarsi le informazioni giuste su che cosa è veramente sostenibile.... quanto è importante il veramente nell'avvicinamento al consumatore un po' naif? non è una domanda retorica, me lo chiedo davvero!



By Alberto Saccavini on 02/03/2011 10:14
Sono io a ringraziare Marco Ricchetti per il post! E ricordare a chi fosse sfuggito che non si tratta di una "prima" per Livia bensì di un percorso iniziato l'anno scorso sempre per la "stagione delle premiazioni" (Colin era nominato al Golden Globe, Oscar, BAFTA, etc per il film di Tom Ford "A single man").
Il tutto nasce dalla provocazione di un'amica di Livia, la giornalista Lucy Siegle. Indossare solo abiti sostenibili sui Red Carpet, per trasformarli in Green Carpets. Livia accoglie con entusiasmo la sfida e racconta tutto nel suo blog su Vogue.co.uk
http://is.gd/v7hJHJ




By Fabio Guenza on 03/03/2011 09:07
tutto molto interessante, credo che queste azioni rivestano un valore simbolico fondamentale per l'immaginario del consumatore, grazie al quale si può insinuare finalmente il concetto di bellezza sostenibile, cioè che le due cose non sono in antitesi.
Per un esempio di carpet veramente green, lo standard di riferimento rimane quello di The Age of Stupid http://www.guardian.co.uk/environment/gallery/2009/mar/16/the-age-of-stupid-climate-change



By alexander humboldt on 03/03/2011 12:19
La radice concettuale è nel fatto di abituarci all'idea che quando compriamo un prodotto non entriamo in possesso del materiale di cui è composto, che quindi, non essendo nostro, deve essere poi restituito per una seconda vita. (La materia come "principium determinationis" della forma- per gli amici tomisti che animano il dibattito).



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