Sustainability-Lab News > Il dopo Detox è ancora da disegnare ma già si vedono i contorni

 

Il dopo Detox è ancora da disegnare ma già si vedono i contorni
Posted by Aurora Magni on 21/07/2019 - 0 commenti - view count: 302
  Rate    

L’ultima edizione di Milano Unica ed in particolare le tipologie di tessuti ed accessori selezionati per il contenuto di sostenibilità, ci offrono uno spaccato interessante dei driver di innovazione sostenibile come già descritto in un post precedente. Vogliamo però cogliere l’occasione offerta da un significativo campione di imprese (150) e soprattutto di materiali ‘green’ (1075) per acquisire informazioni sulle strategie prevalentemente adottate per garantire/incrementare la sicurezza chimica nella filiera della moda.

Prima una premessa.

Chi ci segue sa bene quanta attenzione abbiamo dedicato fin dal 2013 alla campagna Detox e alle imprese che l’hanno condivisa. Come già commentato più volte, pur riconoscendo i limiti di quell’iniziativa, ormai in fase di ‘bilancio’ essendo alle battute finali, ne riconosciamo il ruolo di acceleratore di processi di miglioramento del grado di sostenibilità dei processi tessili. In altre parole: forse, in assenza di Detox e della pressione esercitata da GreenPeace sui brand il sistema della moda avrebbe agito per ridurre ed eliminare le sostanze critiche dai processi e dai prodotti. O forse no. O forse l’avrebbe fatto più lentamente.

Personalmente propendo per quest’ultima ipotesi.

Il quadro oggi è quello che ben conosciamo: oltre ai sistemi di certificazione ambientali, ai protocolli per l’esportazione in determinati Paesi, alle decine di RSL di singoli brand,  protocolli collettivi come ZDHC e AFIRM stanno fortemente orientando le strategie della filiera.

Il confronto  tra i sistemi citati può così essere rappresentato per quanto riguarda la tipologia dei promotori e le modalità di verifica effettuate sulla compliance con i vari protocolli:

 

Tab.1: tipologia soggetti promotori

 

DETOX

avviata dalla ONG GreenPeace nel 2011 la campagna è in fase terminale (2020). Green Peace ha recentemente dichiarato soddisfazione per i risultati ottenuti e per aver in particolare spinto tutta la filiera ad attivare soluzioni alternative all’uso di sostanze critiche

Oeko-Tex (Oeko-Tex 100. STeP, OekoTex Passport).

Promosso e coordinato da un’associazionetra laboratori e istituti di ricerca è il sistema di certificazione più diffuso tra le aziende del comparto (12.500 aziende e 1600 brand). Solo in Italia sono oltre 800 le imprese certificate. Negli ultimi tempi ha adeguato le proprie M-RSL per creare una convergenza con DETOX

Bluesign

certificazione promossa da un soggetto indipendente privato, agisce su prodotti e processi in una logica di miglioramento continuo

Gots, Global Organic Textile Standard

sviluppato da organizzazioni internazionali leader nell’agricoltura biologica nell’industria tessile garantisce la coltivazione e la lavorazione di materiali naturali senza sostanze chimiche pericolose

ZDHC

iniziativa nata come risposta di brand globali a Detox, ha in corso una intensa attività su scala globale per unificare le RSL dei brand associati. La MRSL ZDHC (relativa alle acque di scarico) è dal 2014 quella di riferimento per i brand della moda.

AFIRM

 associazione nata come tavolo di consultazione tra brand per condividere restrizioni all’uso di sostanze e  modalità di testing, è attualmente impegnata ad armonizzare il sistema delle P-RSL dei marchi

 

E per quanto riguarda le  Modalità di adesione ai protocolli (tab. n. 2)

 

   Detox

   Oeko-Tex

   Bluesign

    GOTS

     ZDHC

   AFIRM

Adesione volontaria previa verifica test

Certificazione

Certificazione/

Training

Linee guida

Certificazione

Training/ Confermance level

Linee guida

Considerati prodotti e processi

Conformità

prodotti e processi

Conformità

prodotti e processi

Conformità di prodotti e processi

Conformità di processo

Conformità prodotto

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Negli ultimi tempi le attività svolte dai soggetti responsabili degli approcci citati convergono nell’ armonizzare i protocolli e le modalità di verifica. Uno sforzo che potrebbe consentire una significativa semplificazione degli obiettivi e dei linguaggi ma che ancora non si traduce in una reale convergenza dei diversi protocolli come sanno bene le aziende costrette ad orientarsi nel complesso mare delle. Ma torniamo a Milano Unica e verifichiamo quali sono ad oggi i protocolli più adottati da tessitori e produttori di accessori per il fashion.

Come mostrato dalla tabella. n. 3 è Oeko-Tex100 il sistema di certificazione più adottato (36% delle aziende a cui si aggiunge un 8% di imprese certificato STeP) seguito da ZDHC e da Gots (entrambi al 19%) e da Detox (14%). Assenti invece Bluesign per quanto l’interesse per questo sistema di certificazione risulti in crescita da  valutazioni informali e AFIRM protocollo focalizzato soprattutto sulle imprese dello sport wear poco rappresentate in Milano Unica. Insomma il trend sembra delinearsi ma permane una moltitudine di RSL e protocolli che appesantisce il lavoro delle imprese, motivo per il quale, in attesa che la situazione si definisca, Blumine ha realizzato il software C3Tools.

 


  
Posted by Aurora Magni on 21/07/2019
Filed under fatti/attualità
Tags

Commenti
You have to login to leave a comment.

Attention: This blog is not a newspaper as it is updated without any periodicity. It can not therefore be considered an editorial product under Law n° 62 del 7.03.2001. The blog author is not responsible for the content of the comments to posts, nor for the content of linked sites. Some texts or images included in this blog are taken from the internet and therefore they considered public domain; if their publication smash any copyright, please notify us by email. They will be immediately removed.
    
Rss Rss
Blog archive