Sustainability-Lab News > Il made in Italy sposa la sostenibilità e sottoscrive Detox: il caso FelliColor spa

 

Il made in Italy sposa la sostenibilità e sottoscrive Detox: il caso FelliColor spa
Posted by Aurora Magni on 02/04/2016 - 0 commenti - view count: 1783
  Rate    

E’  impossibile per una tintoria che lavora conto terzi  eliminare  le sostanze chimiche ritenute pericolose - in altre parole aderire alla campagna Detox lanciata da Greenpeace- senza compromettere la qualità dei materiali. Questa opinione, spesso sostenuta da autorevoli  rappresentanti del mondo tessile, si è dimostrata errata, con  grande sollievo di tutti quelli che hanno a cuore le sorti dell’ambiente e la salute dei suoi abitanti.  A non avere dubbi sull’argomento è Stefano Felli, amministratore delegato di Fellicolor spa, storica tintoria bergamasca che ha sottoscritto Detox il 16 marzo scorso : “aderire alla campagna di Greenpeace per una moda sostenibile ha richiesto un’attività di analisi dei nostri prodotti e dei processi di lavorazione durata quasi un anno ma ne è valsa la pena. Mercerizzare e tingere i filati senza ricorrere a formulati contenenti sostanze chimiche pericolose e mantenendo l’alta qualità dei nostri filati non è solo possibile ma necessario perché con la salute e il futuro dei nostri figli non si scherza”.

Una decisione di impegno ambientale che ha origine nella storia stessa dell’azienda che  “vive” il territorio in cui opera  con  responsabilità e amore.

FelliColor ha davvero una storia antica che risale ai primi anni del ‘900.

E’ nata dall’intraprendenza di Enrico Felli, nonno degli attuali titolari, che acquisì l’azienda in cui lavorava come chimico, la milanese   Fisher Hunold & C. S.a.S., portando le attività produttive sulle rive del Serio, nella bergamasca. Era così nata la prima fabbrica italiana di coloranti e prodotti chimici  per il tessile denominata Industrie Chimiche Enrico Felli & C. S.p.A. La sua presenza nel comune di Seriate non ebbe solo il merito di attenuare il problema della disoccupazione e della povertà di quella zona, infatti nel 1917 consentì di attivare e mettere a disposizione della comunità il primo pozzo di  acqua potabile. La produzione chimica fu quindi integrata con un reparto per il mercerizzo e la tintura dei filati e negli anni 50 l’azienda cambiò denominazione in  Enrico Felli spa. La trasformazione in FelliColor è invece più recente, data fine degli anni 90 e sintetizza la mission aziendale: interpretare la fibra ed attribuirle lucentezza, effetto serico e le varianti cromatiche personalizzate richieste dai clienti. 

“La storia della nostra azienda si intreccia con i grandi avvenimenti del XX secolo. –ci spiega Stefano Felli- E’ stata testimone di due conflitti mondiali, ha vissuto il boom economico ma anche le fasi di contrazione dei mercati, gli effetti  della globalizzazione e della concorrenza asiatica fino alla più recente crisi finanziaria. Il nostro punto di forza è nell’avere mantenuto il timone fisso su valori irrinunciabili: la difesa della qualità italiana, l’attenzione al cliente, il rispetto per l’ambiente naturale e sociale in cui lavoriamo.

Oggi FelliColor è leader europea nel mercerizzo del cotone. A lei si rivolgono le principali filature e i più esigenti commercianti di filato italiani e i suoi cotoni sono usati dai principali brand della moda internazionale. Con 70 addetti realizza giornalmente 6.500 kg di cotone mercerizzato e 6.000 kg di filati  tinti in rocca.

Visitando il vostro sito si è colpiti da un’espressione che ricorre spesso e che rimanda ad un clima da  antica bottega artigiana: “maestri tintori”.  Eppure FelliColor è un’azienda moderna, fortemente automatizzata.

“Il segreto è proprio in questo: essere capaci di valorizzare l’esperienza   e le competenze dei nostri tecnici e dei nostri operai  potenziandole con le soluzioni che l’innovazione tecnologica mette a disposizione dell’industria tessile. Recentemente abbiamo rinnovato il nostro parco macchine con due nuovi impianti prodotti dalla Bellini spa e targati Sustainable Technologies, la green label che ne garantisce le performance ambientali. Grazie a questi investimenti  abbiamo potuto  ridurre ulteriormente  i consumi energetici ed idrici nei processi di tintura delle rocche garantendo risultati ottimi dal punto di vista qualitativo e della rapidità del servizio. I nostri sistemi di ricettazione strumentale inoltre ci consentono inoltre di leggere e realizzare i toni e le sfumature cromatiche richiesti dal cliente con la massima precisione e affidabilità. Vantiamo un archivio di 20.000 ricette colore che vengono ogni anno implementate. L’efficienza produttiva e la flessibilità sono oggi le condizioni necessarie per restare competitivi in un  mercato caratterizzato dai grandi player internazionali”.

Come nasce la decisione di sottoscrivere l’impegno Detox?

Potrei dire che sono stati alcuni nostri clienti, che già avevano aderito alla campagna di Greenpeace a sottoporci capitolati coerenti con gli standard Detox, ma in realtà è una scelta che ha rappresentato una naturale evoluzione della nostra strategia sulla sostenibilità. Da anni Fellicolor ha ottenuto la certificazione  Iso 14001 che garantisce l’affidabilità del nostro sistema di gestione ambientale  orientato al miglioramento continuo e i nostri filati sono certificati Oeko-tex. Disponiamo inoltre di un impianto di depurazione biologico con trattamenti finali ad ozono che consentono sversamenti   nel Serio di acque pulite e sicure. Questa attenzione generale  alle tematiche ambientali ci ha spinto a considerare Detox  come un’opportunità, una sfida. Certo la campagna di Greenpeace pone un obiettivo  alto  perché chiede di eliminare, non di ridurre, le sostanze che presentano tossicità. Per un’azienda terzista questo significa aprire con i propri fornitori ma anche con i propri clienti un processo di condivisione e di collaborazione ma –cosa davvero importante- le risposte fino ad oggi ottenute sono davvero incoraggianti”. 


  
Posted by Aurora Magni on 02/04/2016
Filed under opinioni/interviste

Commenti
You have to login to leave a comment.

Attention: This blog is not a newspaper as it is updated without any periodicity. It can not therefore be considered an editorial product under Law n° 62 del 7.03.2001. The blog author is not responsible for the content of the comments to posts, nor for the content of linked sites. Some texts or images included in this blog are taken from the internet and therefore they considered public domain; if their publication smash any copyright, please notify us by email. They will be immediately removed.
    
Rss Rss
Blog archive