Sustainability-Lab News > Il packaging: nuova sfida per i marchi della moda

 

Il packaging: nuova sfida per i marchi della moda
Posted by Aurora Magni on 14/03/2020 - 0 commenti - view count: 150
  Rate    

L’eco design, approccio progettuale con cui  molti brand si stanno cimentando da qualche tempo, ha ultimamente  preso in considerazione il packaging utilizzato nell’ambito della logistica (dal produttore al retail) e fornito al consumatore allo scopo di rendere  trasportabile e proteggere il capo o l’accessorio acquistato  rendendo nel contempo visibile e comunicabile il logo del brand.

L’argomento non è  banale e riguarda direttamente i marchi del fashion interessati a ridurre l’impatto ambientale della propria filiera,ma anche  l’industria dei polimeri  e della carta, il sistema del recupero e del riciclo dei materiali. Difficile quantificare i volumi di involucri, sacchetti e scatole, si stima che il contributo del packaging al prodotto moda in termini di CO2eq sia circa il 5%. Non ci pare poco per un materiale solitamente usa e getta.

Nel dicembre scorso un gruppo di associazioni internazionali, Fashion for Good, Sustainable Packaging Coalition, Retail Industry  Leaders Association e European Outdoor Group, hanno presentato uno studio sul packaging utilizzato nel comparto moda.

Il rapporto fornisce  indicazioni importanti a chi vuole valutare la tipologia di packaging da utilizzare nella propria filiera alla luce di argomenti di grande attualità: meglio bioplastica o plastica biobased? Sarà riciclabile? E biodegradabile? Cosa scegliere?

5 le tipologie di materiali considerati:  LDPE (Polietilene di bassa densità), rLDPE, bio-based LDPE, plastica compostabile, carta e alcol polivinilico (PVA). Partendo da una premessa: analizzare le caratteristiche ambientali dei singoli materiali in realtà è un’operazione utile ma poco efficace se non si analizza la filiera in cui  nascono e muoiono a fine vita. Che me ne faccio di un polimero biodegradabile se poi non so come gestire il materiale quando non  mi serve più perché nessuno lo raccoglie e lo gestisce correttamente?

Vegono  suggerite quindi alcune strategie:

  • ridurre i volumi del packaging, usarlo solo dove necessario e scegliere se possibile  materiali più leggeri (meno peso, meno volumi),
  • costruire/partecipare a processi chiusi (ad esempio: chi vende i sacchetti è disposto a ritirarli per riciclarli?),
  • preferire polimeri da riciclo, bio-polimeri e polimeri compostabili riduce l’impronta ambientale del prodotto,
  • studiare packaging riusabile, sia esse destinato alla filiera interna o al consumatore.

Lo studio confronta quindi i materiali in termini di performance ambientali.

Per quanto riguarda le emissioni ad effetto serra, il PE riciclato e il PE biobased hanno un peso minore rispetto al PE vergine seguiti dalle bioplastiche. I materiali riciclati infatti non richiedono il dispendio energetico dovuto all’estrazione del petrolio e i materiali bio compensano il carbonio con l’attività vegetale della pianta. Il polietilene è riciclabile ma  spesso presenta contaminanti (etichette, adesivi, inchiostri) che rendono difficile il processo e alterano la qualità del materiale ottenuto.

 Il PVA presenta dati critici relativamente al consumo di acqua, all’origine fossile e alla tossicità acquatica e umana. Inoltre non è riciclabile. Anche la carta usata in alternativa ai polimeri presenta criticità dovuta all’alto utilizzo di sostanze chimiche.

Lo studio raccomanda anche di non confondere bio-based con biodegradabile ma questo chi segue sustainability-lab già lo sa.


  
Posted by Aurora Magni on 14/03/2020
Filed under studi/ricerche

Commenti
You have to login to leave a comment.

Attention: This blog is not a newspaper as it is updated without any periodicity. It can not therefore be considered an editorial product under Law n° 62 del 7.03.2001. The blog author is not responsible for the content of the comments to posts, nor for the content of linked sites. Some texts or images included in this blog are taken from the internet and therefore they considered public domain; if their publication smash any copyright, please notify us by email. They will be immediately removed.
    
Rss Rss
Blog archive