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Imprese italiane leader della sostenibilità. Lo dice il report GreenItaly 2019.
Posted by Redazione Blumine on 01/11/2019 - 0 commenti - view count: 87
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Presentato il 28 ottobre scorso a Roma il rapporto GreenItaly 2019 realizzato da Fondazione Symbola e di Unioncamere  che da 10 anni misura e pesa la forza della green economy nazionale. I risultati positivi evidenziano come la green economy rappresenti la più convincente strategia per uscire dalla crisi ambientale ed economica. Una partita in cui il nostro Paese gioca un ruolo importante.

Quanto sono verdi le imprese italiane?

Sono oltre 432 mila (tra industria e  servizi)  le imprese che in Italia  hanno investito nel periodo 2015-2018, o prevedono di farlo entro la fine del 2019 in prodotti e tecnologie green per ridurre l’impatto ambientale, risparmiare energia e contenere le emissioni di CO2. In pratica quasi un’azienda italiana su tre. Un risultato spinto anche dalle imprese dei giovani under 35, che, nella metà dei casi, hanno puntato sulla greeneconomy. Nei prossimi 5 anni,  una opportunità di lavoro su cinque riguarderà mansioni nell’economia circolare,  sia nel settore privato, sia in quello pubblico.  

Per quanto riguarda gli input energetici per unità di prodotto, con 14,8 tonnellate equivalenti di petrolio per milione di euro prodotto, il nostro Paese è il secondo tra quelli dei grandi UE  dietro alla Gran Bretagna (13,7, che ha però un’economia guidata dalla finanza) ma davanti a Francia (15,6), Spagna (17,3) e Germania (17,8).

Stesso discorso per gli input di materia: con 285,9 tonnellate per milione di euro prodotto siamo dietro alla Gran Bretagna (240,1) ma davanti a Francia (340,5), Spagna (355,3) e Germania (399,1). Siamo i più efficienti nella riduzione di rifiuti: le nostre imprese ne producono 43,2 tonnellate per milione di euro, quelle spagnole 54,7, quelle britanniche 63,7, le tedesche 67,4 e le francesi 77,4. Oltre ai rifiuti le emissioni climalteranti: con 97,3 tonnellate di CO₂ equivalenti ogni milione di euro, fanno meglio di noi Francia (80,9, forte del nucleare) e Regno unito (95,1) mentre distanziamo Spagna (125,5) e soprattutto Germania (127,8).

L’attenzione delle imprese all’ambiente si legge anche nella crescita dei brevetti green in Italia: complessivamente 3.500 (10% dei brevetti europei).

Con un aumento del 22% nel periodo 2006-2015, e una dinamica in controtendenza rispetto ai brevetti in generale, l’Italia è il terzo Paese al mondo, dopo Cina e Giappone e davanti a Spagna, Germania, Francia ma anche Usa, per numero di certificazioni ISO 14001.

Oggi, inoltre, l’Italia è leader in Europa nell’economia circolare con il 79% di rifiuti totali avviati a riciclo: la Francia, ad esempio, è al 55%, il Regno Unito al 49%, la Germania al 43%.

I settori leader nella green economy.

Anche questa edizione del Rapporto dedica un intero capitolo al settore tessile/moda/concia che raccoglie ed evidenzia le aziende che si sono distinte nel corso dell’anno con iniziative sostenibili. Anche quest’anno il contributo è firmato da Aurora Magni (da pag 208 a 227)

Scarica qui il report http://www.symbola.net/ricerca/greenitaly-2019/


  
Posted by Redazione Blumine on 01/11/2019
Filed under studi/ricerche

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