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La circular economy richiede approcci a 360 gradi
Posted by Aurora Magni on 31/03/2019 - 3 commenti - view count: 123
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Nel 2015 l’industria globale della moda ha consumato79miliardi di metri cubi di acqua, prodotto 92 milioni di tonn. di rifiuti e 1,7 miliardi di tonn. di CO2. I dati, ricavati da uno studio del 2017 realizzato dal Global Fashion Agenda e da Boston Consulting Group sono citati nell’introduzione del rapporto ‘Circular fashion advocacy. A strategy  towards  a  circular  fashion  industry in Europe realizzato da Ecopreneur -European Sustainable Business Federation e C&A Foundation. Dati preoccupanti che senza un’inversione di rotta saranno triplicati nel 2050.

L’adozione di principi di economia circolare diventano allora obiettivo irrinunciabile ed il lavoro da fare è tanto se si pensa –precisa il rapporto-  che ben il 73% dei materiali  tessili scartati o a fine vita è destinato alla discarica o all’inceneritore mentre solo l’1% è riciclato (fonte: Ellen MacArthur Foundation).

Ma le imprese del comparto non possono farcela da sole per quanto siano importanti le iniziative e le esperienze che ogni giorno vengono attivate. La moda sostenibile ha bisogno del supporto della politica e del mercato.

Ecco i pilastri su cui deve poggiare un intervento globale per l’economia circolare nella moda:

  1. Sostegno all’innovazione con investimenti a favore della ricerca e delle PMI impegnate in politiche di riciclo e riuso di materiali e di lotta alle microplastiche, valutazione economica dei beni che tenga conto del costo ambientale,
  2. Incentivi economici per chi usa materia prima da riciclo (ad esempio riduzione tasse sui prodotti e servizi per l’economia circolare),
  3. Regolamentazione nella gestione dei rifiuti tessili: estendere il principio della responsabilità del produttore -EPR, rendere trasparenti e tracciabili i processi e i materiali,
  4. Politiche commerciali volte a facilitare il commercio di materiali utilizzabili nei processi di riciclo e prodotti second life,
  5. Sostegno alle iniziative volontarie che favoriscono la collaborazione con stakeholders e la definizione di protocolli per la circular economy.

Si tratta in altre parole di sostenere il passaggio dal modello dell’economia lineare a quello circolare con approcci integrati che coinvolgano i decisori politici ed economici.In questo senso un rapporto interessante con spunti su cui riflettere e indicazioni alle politiche comunitarie.

 


  
Posted by Aurora Magni on 31/03/2019
Filed under studi/ricerche

Commenti
By Paolo Broglio on 01/04/2019 13:36
Bene! Vediamo quante Aziende tessili richiederanno aiuto in tal senso o si organizzeranno per rispondere correttamente a questa nuova sfida.



By Umberto Negri on 08/04/2019 06:52
ARGAR srl organizzerà al prossimo Techtextil il giorno 15/05 un talk dedicato una nuova linea di tessuti ecosostenibili prodotti con filati biologici, riciclati sviluppati anche con criteri di economia circolare



By Aurora Magni on 08/04/2019 09:18
Ottimo! si associa sempre l'economia circolare al fast fashion. Bene che si rifletta anche sul mondo dei tessile tecnici. Seguiremo questo evento con interesse.



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