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Legnano: gli imprenditori tessili discutono di sostenibilità
Posted by Redazione Blumine on 06/03/2012 - 0 commenti - view count: 3288
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Negli anni 80 e 90 era la qualità la parola magica che circolava nei convegni e nelle lezioni di management: total quality, 0 difetti, circoli della qualità… e chi se li dimentica? Di sicuro tutto ciò aiutò a introdurre metodi di misurazione ed approcci oggettivi nel valutare il lavoro e i prodotti, servì a costruire il grattacielo delle norme e delle certificazioni, gioie e dolori annessi.  Insieme alla creatività e alla crescita della capacità tutta italiana di enfatizzare il proprio stile, ciò aiutò a rendere il made in Italy leader nel mondo del fashion.

Oggi si comincia a parlare di sostenibilità e le affinità con le discussioni di 30 anni fa non  mancano, Perché anche la sostenibilità, premesso che siamo tutti d’accordo nel considerarla una bella cosa, ha bisogno di metodi, di dati, di modalità di misurazione.

Se ne è parlato il 5 marzo sera a Legnano, nella sede di Confindustria Alto Milanese, associazione territoriale che accoglie al proprio interno un dinamico gruppo tessile presidiato da Vincenzo Bianchi,  imprenditore della moda ben abituato a confrontarsi con le dinamiche della globalizzazione. Ad animare il dibattito la sottoscritta con Marco Ricchetti (sustainability-lab) e Gianluca Sala di Milano Metropoli, agenzia di sviluppo industriale molto impegnata sul fronte del cradle to cradle.

Molti gli interventi e le riflessioni a voce alta. Perché, su questo il consenso era unanime, la sostenibilità può davvero essere una strategia di abbattimento di costi ambientali ed economici applicata al risparmio energetico, alle acque di processo, alla razionalizzazione delle sostanze  chimiche e degli scarti, ma rischia di essere solo questo se non viene tradotta in una grande operazione culturale diffusa, in cui un’azienda alza la palla all’altra ed insieme si dialoga con il mercato.  Perché è un modello che per funzionare richiede uno sforzo congiunto da parte di tutta la filiera. Stilisti e distribuzione compresi.

  Ha colpito l’immagine del  vagone di un treno: i viaggiatori seduti al loro posto guardano fuori dal finestrino. Vanno nella stessa direzione ma non comunicano tra loro, non condividono il viaggio. E’ proprio questo che deve essere evitato, hanno commentato alcuni imprenditori uscendo dalla sala. Anche perché dalla crisi si esce insieme o farcela è difficile.

Bene, speriamo di leggere presto notizie di altre iniziative concrete degli imprenditori legnanesi. Intanto ne anticipiamo una, perché il viaggio è, appunto appena cominciato.

L’11 aprile prossimo, sempre nella sede di Confindustria Alto Milanese in via S.Domenico, 1 a Legnano, dalle 17 alle 19,30 si discuterà di ricerca e innovazioni all’insegna della sostenibilità.

Coordinati da Vincenzo Bianchi e Aurora Magni porteranno il loro contributo al tema: Mauro Badanelli di Acimit (l’associazione dei costruttori di macchine tessili che ha lanciato l’etichetta verde per sottolineare la riduzione dell’impatto ambientale delle nuove tecnologie immesse sul mercato). Giuliano Freddi della Stazione Sperimentale per la Seta e, possiamo dirlo?, uno dei maggiori esperti europei di biopolimeri tessili, Solitario Nesti, direttore di Next Technology Tecnotessile di Prato e Emiliano Puddu, docente Liuc che si occupa di risparmi energetici.

Il seminario, dicono i promotori, è pensato per le aziende del gruppo tessili ma aperto a imprenditori e managers  interessati: basta segnalare la propria iscrizione a ali@ali.legnano.mi.it  


  
Posted by Redazione Blumine on 06/03/2012
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