Sustainability-Lab News > Moda e Sostenibilità: a scuola di “Acquisti consapevoli” e difesa del made in italy.

 

Moda e Sostenibilità: a scuola di “Acquisti consapevoli” e difesa del made in italy.
Posted by Redazione Blumine on 14/04/2015 - 1 comment - view count: 2449
  Rate    

Un progetto pilota firmato CNA di Ascoli Piceno e Federmoda per  riflettere su consumi e sostenibilità. “Un’iniziativa rivolta a tutti – spiega Doriana Marini, presidente provinciale di Cna Federmoda – ma in particolare ai più giovani, che nasce da un protocollo in via di definizione fra la Cna Nazionale e il Ministero della Pubblica istruzione dedicata alla difesa del made in Italy  e della legalità. La nostra provincia sarà una delle prime in Italia a partire con una campagna rivolta ai cittadini e agli imprenditori. In primis ci occuperemo del settore moda ma con un occhio a tutto quello che è il mondo della contraffazione, del non rispetto delle regole e quindi del danno economico che da tutto ciò deriva per il Made in Italy di qualità”.

I dati ci dicono – aggiunge il presidente della Cna di Ascoli, Luigi Passaretti – che il fenomeno della contraffazione è aumentato ma che  cresce al contempo anche il numero di persone che prestano sempre più attenzione a marchi, etichette e materiali o ingredienti dei prodotti che acquistano”. “La nostra azione – aggiunge Francesco Balloni, direttore della Cna Picena -  sarà rivolta ai cittadini e alle imprese. Partendo anche da un dato economico importante, ovvero il fatto che chi produce eccellenza e rispetta le regole ha più possibilità di restare a galla in questo difficilissimo momento economico”. E a testimonianza di ciò i recentissimi dati del Centro studi della Cna Marche che mettono il settore della moda, per quanto riguarda la provincia di Ascoli Piceno, fra i pochissimi che – nel saldo fra aperture e chiusure di imprese, non ha un segno negativo.

Un convegno per parlarne

Avrà luogo sabato 18 aprile (ore 9,30 Auditorium comunale di San Benedetto del Tronto) un convegno che avrà per titolo proprio “Moda e Sostenibilità: consumo consapevole e tutela dei diritti”. Al seminario parteciperanno le ultime classi delle scuole superiori di moda di Ascoli, Fermo e San Benedetto, di Chieti e di Teramo. “Scegliere con coscienza significa anche fra ripartire economia e occupazione – spiega la presidente Doriana Marini – e per questo dobbiamo imparare a leggere un’etichetta cucita all’interno di un capo di abbigliamento e spiegare che la produzione italiana impone la rintracciabilità dei materiali usati. Su questo fronte non dobbiamo pensare che si discuta di cose astratte, basti pensare che numerosi studi medici attestano che il numero delle dermatiti da contatto, causate proprio da tessuti non a norma o trattati con sostanze pericolose,  negli ultimi 5 anni stanno crescendo in modo esponenziale, riportando il livello a quello che era più o meno trent’anni fa. Un pericoloso salto indietro che la Cna di Ascoli vuole contribuire a contrastare”.

“Vorremmo che alla fine del convegno e delle azioni di formazione e informazione che faremo nelle scuole – conclude Doriana Marini – ognuno impari a rivolgere a se stesso queste semplici domande: dove sono stati prodotti gli abiti che compro e indosso? Con quali materiali sono stati realizzati? Quando acquisto un capo, penso all’impatto che avrà sulle persone e sull’ambiente?”.

Nel corso dell’evento gli studenti avranno modo di confrontarsi con tre ospiti invitati a illustrare il tema della sostenibilità nella moda:

-          Antonio Franceschini, responsabile nazionale di Cna di Federmoda, e artefice del progetto di accordo con il ministero dell’Istruzione,

-          Marco Ricchetti, economista e docente di Economia della moda al Politecnico di Milano e allo Ied,

-          Aurora Magni, presidente di Blumine/sustainability-lab e docente di Competitività e Sostenibilità presso la facoltà di Ingegneria della Liuc. 

Ecco qualche anticipazione dei temi sul tappeto e su cui dibattere.

La sostenibilità intesa non solo come assunzione di responsabilità rispetto agli effetti ambientali delle azioni produttive ma  come strategia di competitività è alla base dell’ intervento di Aurora Magni. “E’ necessario spiegare oggi  ai ragazzi  che la sostenibilità non è importante  solo  per gli aspetti etici che propone  ma anche perchè non può esistere sviluppo economico e sociale senza rispetto dell’ambiente ed equità sociale. La sostenibilità non è solo rispetto delle leggi, è cercare e diffondere soluzioni migliorative in grado di abbassare l’impatto ambientale delle azioni umani e diffondere benessere sociale.  La crescente attenzione da parte del mondo industriale (ma anche commerciale e dei servizi) verso prodotti sostenibili svilupperà opportunità  professionali nuove se sapremo coltivare questa rivoluzione culturale,  economica e scientifica. Per questo la scuola, i luoghi della ricerca e della formazione hanno un ruolo fondamentale.”.

“Il mondo della moda è fortemente chiamato in causa da parte di movimenti ambientalisti ed umanitari per gli effetti poco sostenibili delle sue produzioni. – precisa Marco Ricchetti- Importanti brand globali hanno assunto l’ impegno verso l’opinione pubblica di gestire in modo responsabile la supply chain, cioè la propria catena dei fornitori, privilegiando quelli che lavorano nel rispetto dell’ambiente e delle persone. Un approccio importante che  contribuisce a valorizzare la filiera italiana più   innovativa e responsabile.”


  
Posted by Redazione Blumine on 14/04/2015
Filed under fiere/eventi
Tags

Commenti
By DORIANA MARINI on 15/04/2015 19:52
Seminario MODA e SOSTENIBILITA’ - riflessioni

L'industria della moda è di fatto un' industria pesante.
Il settore del tessile contribuisce ad inquinare il pianeta in maniera consistente e per impatto ambientale non è molto differente da una acciaieria.
A pagare le conseguenze di questi processi produttivi inquinanti sono soprattutto i paesi asiatici, Cina, India, Pakistan, Bangladesh, dove è concentrata la maggior parte delle fabbriche manifatturiere del tessile.
La moda sostenibile cerca di ribaltare questa filiera inquinante puntando su materie prime certificate, su fibre naturali biologiche o provenienti dalla catena del riciclo.
Essa è un settore di tendenza che si sta sviluppando negli ultimi tempi sia tra le grandi firme che tra i piccoli brand.
Un prodotto della moda per essere ecosostenibile dovrebbe essere locale, avere un design semplice, essere durevole, essere costituito da materiali naturali e/o riciclabili ed il packaging dovrebbe essere ridotto all'essenziale.

Sostanzialmente essa si inserisce in quel filone dell'economia etica che tende a creare valore al di la del profitto, e nello specifico potremmo dire che una moda eco-sostenibile cerca di coniugare etica ed estetica, il bello col buono.
D'altro canto una moda orientata alla sostenibilità dei propri processi produttivi innesca un meccanismo virtuoso che passa attraverso la valorizzazione dei lavoratori favorendone la crescita professionale ed umana in un contesto attento alla salvaguardia della loro salute, della loro sicurezza, dei loro diritti.
I comportamenti assunti nell'ambito della sostenibilità non dovrebbero limitarsi al rispetto della normativa ma assumere anche un significato strategico in un nuovo contesto di mercato dove il benessere diventa la vera misura della ricchezza che un sistema produttivo è in grado di esprimere in un determinato territorio.
(Proposta: una carta dei principi per la sostenibilità ambientale territoriale - vedi supply chain della rete filiera denim)

Un'azienda che si muove nell'ambito della sostenibilità diventa parte integrante di un processo che da una parte determina una evoluzione positiva del mercato e dall'altro ne rimane essa stessa condizionata. Il mercato infatti si fa ogni giorno più attento e consapevole, avanza una domanda sempre più attenta non soltanto al valore d'uso degli oggetti ma anche al loro valore sociale ed etico. in sostanza la domanda dei consumatori si sposta sempre più verso quei prodotti provenienti da aziende che adottano sistemi di produzione rispettosi dell'ambiente, della salute dei consumatori, dei diritti delle condizioni di lavoro dei propri dipendenti.

È un nuovo tipo di consumo che non sceglie più soltanto in base al prezzo e dalla qualità ma anche con lo sguardo rivolto alla storia dei prodotti e al comportamento delle imprese che li offrono.
Questo nuovo tipo di consumo consapevole sta contribuendo con le proprie scelte ad indirizzare le politiche dei soggetti protagonisti del mercato della moda.


Doriana Marini


You have to login to leave a comment.

Attention: This blog is not a newspaper as it is updated without any periodicity. It can not therefore be considered an editorial product under Law n° 62 del 7.03.2001. The blog author is not responsible for the content of the comments to posts, nor for the content of linked sites. Some texts or images included in this blog are taken from the internet and therefore they considered public domain; if their publication smash any copyright, please notify us by email. They will be immediately removed.
    
Rss Rss
Blog archive