Sustainability-Lab News > Moda etica e Moda sostenibile: i PETA Vegan Fashion Awards-2015

 

Moda etica e Moda sostenibile: i PETA Vegan Fashion Awards-2015
Posted by Fabio Guenza on 29/11/2015 - 0 commenti - view count: 2634
  Rate    

Pubblicata dalla sezione UK del People for the Ethical Treatment of Animals la graduatoria della 3a edizione dei premi della moda vegana. Premiati prodotti di abbigliamento, calzature e accessori per le categorie: donna, uomo e accessori, oltre all’azienda più innovativa e allo stilista più influente.

Finta pelle e pelliccia, fibre vegetali e man made i materiali privilegiati dal premio. Non molto altro è dato di sapere sui criteri di assegnazione. L’impressione che se ne ricava è che l’obiettivo sia di dimostrare la possibilità di coniugare etica (animalista) e estetica a qualsiasi livello di prezzo e in qualsiasi segmento di mercato. Nessuna distinzione infatti tra marchi di nicchia o di massa: da H&M e Zara a Esprit, da Adolfo Dominguez a Calvin Klein, da Lacoste a Dr. Martens, da Vivienne Westwood e Stella McCartney e tanti altri stilisti più o meno di nicchia, di punta o emergenti.

Da questo punto di vista, il premio ha l’indubbio merito di confermare che i creativi sono in grado di fare il loro mestiere pur sottostando ad alcuni vincoli: se non esiste un’estetica della sostenibilità, si può rispettare un’etica senza inficiare l’estetica.

D’altro canto, il rischio è di trovare sullo stesso piano marchi che hanno inserito la variabile animalista all’interno di un progetto di sostenibilità più complessivo (vedi Stella McCartney) e altri per i quali la sostenibilità è un pianeta sconosciuto, oppure per i quali, al di là della “capsule” vegana, l’impegno verso gli animali stessi rimane secondario. Quest’ultimo aspetto è curioso, trattandosi di un’organizzazione in genere particolarmente intransigente, come ha dimostrato quando, avendo riscontrato che un fornitore di lana sostenibile di Patagonia in realtà maltrattava gli animali, è arrivata a sostenere che non esiste una “lana umanistica” (“there is simply no such thing as humane wool”).

Moda etica e moda sostenibile infatti sono due cose totalmente diverse, pur con una zona di sovrapposizione. L’abuso degli animali, nei due sensi di sovrasfruttamento e di maltrattamento della risorsa, non può non far parte dell’orizzonte di una impresa della moda, e i crudi footage del PETA hanno il merito di porre all’attenzione di chiunque abbia lo stomaco per guardarli, il livello di crudeltà e disumanità che si raggiunge in una parte non trascurabile della filiera dei materiali di origine animale, che si tratti di lana ovina o di angora, di pelle di vacca o di serpente, di seta o di piuma d’oca o d’anatra. Oggi nessuno, stakeholder o impresa, può più ignorare queste grandi questioni (The issues), e le responsabilità che ne conseguono.

Un aspetto che non convince è la mancanza di considerazione per la maggior parte delle altre criticità per l’ecosistema nel suo complesso che il sistema della moda sostenibile è chiamato a gestire. Pur senza considerare gli aspetti della sostenibilità legati al lavoro, fuori scopo per un’organizzazione animalista, il riferimento è a tutti quegli impatti negativi, diretti e indiretti, che gravano non solo sulle persone ma anche sugli animali del nostro pianeta, e che non vengono assolutamente presi in considerazione qui: il consumo di acqua ed energia, le emissioni di CO2 con i suoi effetti sul riscaldamento globale e il cambiamento climatico, le sostanza chimiche pericolose, primi tra tutti i pesticidi nella produzione del cotone, la gestione del fine vita e così via.

“Animals are not ours to wear”, ma è un obiettivo possibile, la transizione dell’intero sistema moda dalle fibre di origine animale a quelle vegetali, artificiali e sintetiche? E soprattutto, è davvero rispettosa del mondo animale un tessuto ottenuto attraverso il largo uso di pesticidi e altre sostanze chimiche di sintesi, o una fibra ottenuta direttamente dal petrolio senza passare dal riciclo?


  
Posted by Fabio Guenza on 29/11/2015
Filed under fiere/eventi

Commenti
You have to login to leave a comment.

Attention: This blog is not a newspaper as it is updated without any periodicity. It can not therefore be considered an editorial product under Law n° 62 del 7.03.2001. The blog author is not responsible for the content of the comments to posts, nor for the content of linked sites. Some texts or images included in this blog are taken from the internet and therefore they considered public domain; if their publication smash any copyright, please notify us by email. They will be immediately removed.
    
Rss Rss
Blog archive