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Switching Gear: una rete d’imprese per sperimentare il re-commerce
Posted by Aurora Magni on 13/05/2019 - 0 commenti - view count: 148
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Tutto nasce da una considerazione: si compra molto e si indossa poco. Grazie al Fast fashion oggi  infatti i consumatori medi comprano il 60% in più di articoli rispetto a 15 anni fa e li indossano per la metà del tempo. Il 70% degli armadi di solito non è indossato e si stima che il 33% delle donne indossi capi solo cinque volte prima di smaltirli.  Riutilizzare un capo può prolungare il suo ciclo di vita di 2,2 anni, riducendo potenzialmente lasua impronta ecologica di circa il 73%.  Trasformare l’attuale tendenza a possedere in ‘utilizzare’ fa’ sicuramente bene ai bilanci famigliari e all’ambiente.

Il programma Switching Gear nasce ad Amsterdan  annunciato da Circle Economy e Fashion for Good e ha l’obiettivo di  accelerare il re-commerce e i modelli di business basati sul noleggio di capi ed accessori.

Entro  il 2021 i partner intendono sperimentare e dare vita ad  una rete potente e globale di oltre 50 produttori, società di consulenza, informatici, marchi e esperti di noleggio e re-commerce che consenta di incidere significativamente nei modelli di acquisto e di consumo nel mondo della moda in una logica di circular economy.

 Il progetto prevede una selezione di soggetti interessati a condividere questa esperienza (fase conclusasi a fine aprile) e un periodo di supporto metodologico ai vincitori al fine di apprendere e consolidarle modalità di avvio del servizio e l’implementazione del modello di business (fase che si concluderà a fine 2020).

La rete, supportata da C & A Foundation, fa parte dell'iniziativa Bridging the Gap, un gruppo di sei organizzazioni che lavorano per stimolare la collaborazione a livello di settore, facilitare le tecnologie innovative e la progettazione delle migliori pratiche per consentire l'implementazione di modelli di business circolari nella moda filiera del settore. Altri partner strategici del gruppo Bridging the Gap comprendono il World Resources Institute, il WRAP, l’ente gestore dei rifiuti e del riciclo di Londra, i partner QSA e il Forum per il futuro.

Il re-commerce, il noleggio e il leasing offrono i marci nuove opportunità commerciali  e l’opportunità di innovare il loro modello di business ottimizzando al contempo abiti ed accessori al massimo delle loro potenzialità e riducendo il volume dei rifiuti e degli scarti.

In conclusione pensiamo che questa idea possa essere riproposta in altri contesti e contribuire a risollevare la vita ai molteplici negozi che stentano a reggere la concorrenza della grande distribuzione e dell’e-commerce offrendo ai propri clienti ‘soluzioni’ e non solo la formula dell’acquisto tradizionale.

Fashion for Good è anche un museo interattivo aperto ad Amsterdan nel 2018. Sviluppato dallo studio di design newyorchese Local Projects è dedicato alla moda sostenibile

 

Fonte: www.circle-economy.com

Foto: Presstigieux.jpg


  
Posted by Aurora Magni on 13/05/2019
Filed under fatti/attualità

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