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Un’ITMA all’insegna della sostenibilità. Importante la presenza italiana
Posted by Aurora Magni on 16/11/2015 - 0 commenti - view count: 2328
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A qualche giorno dall’inaugurazione di ITMA 2015 possiamo incominciare a trarre qualche riflessione su questo evento che rappresenta non solo una vetrina dell’eccellenza tecnologica per il settore tessile ma anche la sintesi dell’ attività sinergica che meccanici, elettronici, informatici costruiscono con l’industria tessile e la chimica e senza la quale non ci sarebbe innovazione.

Innanzi tutto colpisce la vitalità di questa Itma made in Milan che ha coinvolto quasi 1.700 espositori provenienti da circa 50 Paesi su una superficie di circa 105.000 mq.

454 gli espositori italiani in aumento del 41% rispetto a quelli presenti quattro anni fa a Barcellona, dove si svolse l’ultima edizione di ITMA tanto che il 30% dell’area espositiva totale è targato Italia.  Prevalgono i costruttori di macchine per la nobilitazione tessile (32%), per la lavorazione delle fibre (20%), per la maglia (13%) e per i tessuti (9%) mentre la quota restante è occupata da macchine e strumentazioni di laboratorio e per lavorazioni speciali e da aziende tessili ed enti di ricerca.

Un segno di salute per il comparto meccano tessile italiano

Le aziende italiane, circa 300  con circa 12.000 addetti, sono al vertice mondiale del settore meccanotessile. Acimit  175 aziende, che rappresentano l’80% del fatturato del settore.

 

Il settore è composto da piccole e medie aziende. Solo il 3% delle Associate ha un fatturato superiore ai 50 milioni di Euro.

 

Le imprese italiane sono localizzate prevalentemente nelle regioni del Centro e Nord Italia, parte integrante dei distretti del tessile (quali Prato, Biella, Como, Brescia e Alto Milanese). In Lombardia si concentra il 44% delle aziende produttrici di macchine tessili. Il giro d’affari dell’industria italiana delle macchine tessili nel 2015 si prevede sarà pari a 2,5 miliardi di euro, di cui 2,1 miliardi di euro provenienti dalle vendite realizzate all’estero.

La percentuale del fatturato realizzato sui mercati esteri tocca l’84%, a riprova della forte propensione all'export dell'industria meccanotessile italiana. L’Asia ha acquisito nel corso degli ultimi anni maggior peso quale prima destinazione della produzione italiana. Nel primo semestre 2015 la quota asiatica è stata pari al 44% delle esportazioni italiane. Seguono i mercati europei (38%).

 

La Cina è il principale mercato del settore. L’export italiano diretto verso questo mercato ha totalizzato, nel primo semestre 2015, un valore di 137 milioni di euro (pari al 16% dell’export totale). Turchia, India e Bangladesh sono le altre destinazioni privilegiate dalle imprese italiane del settore.

Un’ITMA all’insegna della sostenibilità, dicevamo,  tema intorno al quale si focalizzano eventi ed incontri. Acimit ha portato, anche a questa edizione, il contributo tangibile del progetto Sustainable Technologies,  un modello di valutazione dell’impatto ambientale delle tecnologie che si concretizza nella Targa Verde ACIMIT, in cui sono riportate le performances ambientali di ogni macchina oggetto di labeling. In altre parole,uno strumento certificato che consente ai clienti di confrontare e scegliere le tecnologie anche sulla base di parametri ecologici.

Nato nel 2010 il progetto ha registrato importanti successi, confermati da uno studio svolto dalla società D’Appolonia. Ecco qualche dato.

Lo studio conferma che le aziende aderenti al progetto nel corso degli ultimi anni hanno implementato innovazioni tecnologiche sulle proprie macchine con un conseguente miglioramento da un punto di vista energetico ed ambientale. Il 90% delle aziende “Supplier of Sustainable Technologies” ha apportato delle innovazioni sulle proprie macchine (con o senza targa

verde). Di queste il 48% ha realizzato modifiche su tutto il proprio portfolio. Le aree tecnologiche nelle quali le aziende hanno investito maggiormente riguardano: software (19% delle aziende), componenti meccanici (18%), processo produttivo (16%).

I dati messi a disposizione dalle aziende hanno permesso di calcolare l’impatto ambientale generato dal progetto.

L’analisi condotta ha permesso di quantificare la riduzione effettivamente ottenuta di emissioni di CO2 eq. generata nel 2014 dalle aziende che hanno implementato innovazioni tecnologiche alle loro macchine con Targa Verde vendute, migliorandone le performance energetico/ambientali. In particolare, rispetto all’anno precedente, nel 2014 è stata stimata una riduzione di emissioni pari a 221.181 tonn. CO2 eq., che equivalgono alle emissioni di anidride carbonica generate da 38.534 automobili che percorrono mediamente 35.000 km annui o da 23.306 cittadini mondiali1 in un anno.

 

Lo studio ha, inoltre, permesso di stimare l’impatto di un’evoluzione positiva del progetto, considerando in prima battuta l’applicazione dell’approccio “Sustainable Technologies” da parte delle aziende attualmente aderenti al progetto a tutti i loro macchinari (Scenario 1) ed incrementalmente a tutti i macchinari prodotti da tutte le associate ACIMIT (Scenario 2). I benefici ambientali stimati, in termini di riduzione di emissioni di anidride carbonica delle macchine tessili in fase d’uso, sono pari a 1.359.915 tonn. CO2 eq. per lo Scenario 1 e a 2.997.621 tonn. CO2 eq. per lo Scenario 2.

Le implementazioni tecnologiche che le aziende aderenti al progetto hanno apportato ai loro macchinari si traducono, oltre che in benefici in termini di impatto ambientale, anche in vantaggi economici per gli utilizzatori delle macchine.

Per quanto riguarda i consumi energetici la riduzione raggiunge anche il 30%.

Per quanto riguarda il consumo di acqua nel comparto nobilitazione la riduzione è mediamente del 27%.

La Targa Verde è diventata un valore aggiunto per i clienti finali che la utilizzano non solo per i vantaggi economici appena esposti, ma anche per soddisfare le richieste/normative di Paesi come Cina e India che sempre più spesso richiedono investimenti in tecnologie ecosostenibili (finalizzate, ad esempio, al risparmio di acqua, prodotti chimici ed energia termica).


  
Posted by Aurora Magni on 16/11/2015
Filed under studi/ricerche

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