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1.000 consumatori francesi dicono la loro sulla sostenibilità
Pubblicato da Redazione Blumine il 01/08/2010 - 0 commenti - visualizzazioni: 3278
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Quantificare i comportamenti dei consumatori in fatto di sostenibilità è sempre difficile. Ci ha provato l’ Institut Français de la Mode nella seconda metà del 2009. Un dato non recentissimo ma comunque interessante. Dominique JACOMET, la Direttrice della società, ne ha presentato  una sintesi nel corso di un intervento il 10 giugno 2010.

 L’indagine ha coinvolto 1.000 consumatori francesi.

Tra gli  intervistati, una parte di non compratori (41%)  ritiene di sapere di cosa si sta parlando:  il 26% si dichiara scettico e non sa se tentare l’esperienza, mentre il 15% non escludi di acquistare capi eco-etico sostenibili. Tra i consumatori che hanno effettivamente acquistato capi che dichiarano la propria sostenibilità (20% degli intervistati)  compare una fetta (11%) di compratori occasionali contro un più modesto 9% di convinti. C’è poi chi non ha approfondito il tema: il 27% si dichiara riluttante e solo un 10% aperto a questa possibilità.

 Ma cosa garantisce il consumatore in merito alla sostenibilità di ciò che acquista?

L’etichetta, risponde il 29% degli intervistati (ma era di questa opinione il 38% l’anno prima) mentre aumenta la fiducia verso il brand (27%, + 4% sul 2008).

 Minor importanza viene data al made in  (26% in miglioramento sul 23 % del 2008) mentre il 14% degli intervistati si affida allo store brand.

Le etichette che fanno appello alla sostenibilità sono inoltre considerate una sorta di scusa per aumentare il prezzo del prodotto dal 70% degli intervistati (“spesso” dice il 49% ma il restante 21% sembra non avere il minimo dubbio sul fatto che si tratti di un’operazione economcia). Solo il 28% pensa che non sia una strategia di prezzo.

Quello che i consumatori intervistati percepiscono come messaggio della sostenibilità è soprattutto il fatto che acquistando quel capo si aiutino popolazioni più povere e in seconda battuta si considera sostenibile un prodotto realizzato con fibre bio.

I criteri che dovrebbero definire un capo “sostenibile” sono;

  • il non coinvolgimento di bambini nelle fasi produttive (77%),
  • il rispetto dei diritti dei lavoratori (58%),
  • l’eliminazione/riduzione di inquinamento nel ciclo produttivo (43%).

 La maggioranza degli intervistati concorda sulla necessità di informazioni trasparenti su ciò che viene loro proposto.

Sarebbe a questo punto interessante intervistare i consumatori italiani!


  
Pubblicato da Redazione Blumine il 01/08/2010
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