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Abbassare l’impatto ambientale dei pannolini. Ci provano (anche) le PA
Pubblicato da Aurora Magni il 20/08/2013 - 1 commento - visualizzazioni: 3033
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Il problema del costo ambientale di pannolini e pannoloni non è esattamente marginale se è vero che ogni nato ne userà mediamente 6000, un volume enorme a cui occorre aggiungere pannoloni per adulti ed assorbenti femminili.  Questo blog se ne è occupato in più occasioni dando spazio ad esperienze industriali che andavano sperimentando soluzioni alternative alla discarica (https://www.sustainability-lab.net/it/blogs/sustainability-lab-news/riciclare-pannolini-usati-lo-fanno-fater-il-centro-riciclo-vedelago-e-il-comune.aspx) e segue con attenzione ogni iniziativa in questo senso.

E’ un tema –quello del recupero del pannolino usato e quindi della sua progettazione coerente con una LCA che ne consideri la vita post consumo- che non coinvolge solo i grandi marchi produttori ma anche gli enti pubblici. Cosa comprensibile: è infatti sulle discariche che si riversano (in senso non figurato ) questi prodotti con costi e problematiche conseguenti.  Ecco due iniziative che citiamo come esempio. La prima è stata lanciata dalla Provincia di Torino che ha messo a disposizione buoni sconto per l'acquisto di kit di pannolini lavabili per bambini spendibili in una serie di negozi partecipanti all’iniziativa. L’idea è quella di stimolare l’utilizzo di pannolini di cotone in sostituzione di quelli usa e getta. La seconda è promossa dal comune di Capannori nell’ambito del progetto Nappies -Network to adopt performing practices to incentive and evalutate econappies per l’attuazione del quale è stato chiesto un finanziamento comunitario. Il progetto vede la collaborazione di soggetti quali l’azienda di servizi ambientali “Cosmo spa”, “Erica società cooperativa”, il “Consorzio Italiano dei Compostatori” e il Politecnico di Torino, Assobioplastiche e della  Provincia di Alessandria. In questo caso si tratterebbe di attivare una sperimentazione su 50 famiglie che godranno di un servizio di lavaggio a domicilio di pannoloni e pannolini ecologici. L’obiettivo è sì quello di ridurre la quota di rifiuti rappresentata dai pannolini e che pesa per il 22% sul totale rifiuti destinati alla discarica  ma senza pesare ulteriormente sulle famiglie. In base a un calendario definito, infatti, i pannoloni e i pannolini saranno ritirati, lavati e riconsegnati pronti da utilizzare. I prodotti saranno di tipo ecologico e compostabile; una volta che avranno terminato il ciclo di utilizzo potranno essere gettati assieme ai rifiuti organici.

Soluzioni interessanti che partono da un assunto: il ciripà (una volta si chiamava così) sarebbe più ecologico ed igienico del pannolino monouso. Siamo sicuri? Non vogliamo scatenare un dibattito tra chi è pro e chi è contro a priori,   ma proporre un approccio “di testa”. Il Life cycle Assessment ci ha ormai fornito di strumenti di analisi apprezzabili nell’individuare le criticità nella produzione e nel consumo di un prodotto. Perché non usarlo? Mentre ci sono aziende che realizzano pannolini monouso compostabili o riciclabili ad esempio in materiali per l’ edilizia, la pur lodevole campagna pro ciripà che alcuni enti pubblici stanno intraprendendo (almeno sul piano informativo-orientativo) suona un po’ come il vecchio “si stava meglio quando si stava peggio”. Suggerisco di evitare sentimentalismi e di chiedere più rigore nelle affermazioni. Ad esempio chi otterrà (come mi auguro) finanziamenti pubblici per sperimentare un nuovo modello di servizio alle famiglie potrebbe dedicare qualche risorsa ad uno studio comparato ed oggettivo dei diversi modelli di pannolini/pannoloni. In altre parole studiamolo meglio questo problema perché sarà destinato ad aggravarsi: è vero infatti che le nascite diminuiscono ma  siamo sempre più longevi fenomeno  che si accompagna spesso con ampio consumo di prodotti per incontinenti.

Insomma: l’ecologia si nutre di numeri e di confronti.

Un’ultima cosa: leggo sul sito della provincia di Torino che i pannolini lavabili “stimolano il bimbo al controllo dei propri bisogni (sentendosi bagnato tenderà ad imparare prima), consentendo anche un notevole risparmio economico” … Mah! (http://www.provincia.torino.gov.it/ambiente/rifiuti/programmazione/eco_pannolini).

 

 

 


  
Pubblicato da Aurora Magni il 20/08/2013
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Commenti
Da umberto tunesi il 21/08/2013 07.27
Rassegniamoci: come fanno in Egitto con 5 bambini a famiglia? Io uso solo fazzoletti di carta per motivi di allergia ma quali fazzoletti sono meno eco-sostenibili, carta o cotone lavabili? Idem per tovaglioli e tanti altri monouso, vedere vaschette di polistirene per carne, frutta, verdura, etc. Condivido il mah! su Torino, che tra l'altro sponsorizza acque minerali diuretiche. E - forse come Commodo - è più e-colon-gia che ecologia ...

umberto tunesi


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