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Agricoltura biologica in India
Pubblicato da Redazione Blumine il 23/07/2012 - 0 commenti - visualizzazioni: 4933
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Riceviamo e pubblichiamo con piacere (autore: Narinder Sharma – Osservatorio India  dell’Università Carlo Cattaneo – LIUC Castellanza)

L’India ha più di 600,000 campi agricoli organici certificati e il numero di agricoltori organici è maggiore in  qualsiasi altro paese del mondo. Nel 2012, ci saranno circa 2 milioni di ettari di terreno con  una certificazione organica.    

L’India ha una grande potenziale per l’agricoltura organica a causa a) del sistema agricolo integrato con la presenza di bestiame, b) della presenza di un gran numero di coltivatori piccoli e marginali e c) della bio-diversità climatica regionale. Inoltre, una bassa produzione tradizionale, particolarmente nelle aree montuose o quelle investite da forti piogge, incoraggia i coltivatori a trasformare la loro agricoltura in produzione organica, così creando nuovi mercati  in India ed all’estero.

Le esportazioni indiane di prodotti organici  includono cereali, legumi, miele, thè, spezie, oli di semi, cotone organico, cosmetici e prodotti per body care.

Il governo indiano creò,  nel 2001, un programma nazionale per introdurre  produzione organica nel paese (NPOP- National Programme for Organic Production). Il programma nazionale include accreditamento di organizzazioni per rilasciare certificazioni, normative per  produzione organica e certificazione dei gruppi. Viene formata anche una autorità competente (APEDA-Agricultural and Processed Food Products Development Authority) per promuovere agricoltura organica. L’APEDA fa parte del Ministero Commercio e Industria. Attualmente ci sono venti organizzazioni accreditate, alcune anche straniere, per il rilascio delle certificazioni. Per facilitare le certificazioni che in genere sono costose e complicate, il governo sta introducendo un nuovo sistema (PGS-Participatory Guarantee System) in cui un gruppo di agricoltori si impegna collettivamente:  a trasformare la produzione in coltivazione organica, a mantenere necessari archivi ed a controllarsi reciprocamente. La PGS aiuterà i gruppi anche alla preparazione per ottenere la certificazione da  organizzazioni esterne.

Nel giugno 2010, l’APEDA ha lanciato un sistema di tracciabilità “Tracenet” basato sul web. Il sistema integra tutti i protagonisti nel supply chain: coltivatori individuali, gruppi di coltivatori, trasformatori, commercianti e società di certificazioni.  Il software potrebbe essere usato in qualsiasi momento e a qualsiasi ora da tutti i componenti autorizzati, assistiti da un desk  operante 24 ore. Il software ha diminuito la duplicazione di archivi, il rischio di errori e di manipolazioni. I controlli presenti nel software assicurano che ogni passaggio dell’inserimento di dati possa proseguire soltanto se il passaggio precedente è compilato correttamente. Nessuna certificazione verrà rilasciata senza il controllo nel software.  Le autorità certificanti sono in grado di tracciare le origini di una consegna risalendo fino al agricoltore. In questo sistema, tutti gli operatori e gli agricoltori facente parte di un gruppo sono registrati.

Il governo federale sta assistendo singoli stati nell’espansione dell’area per la coltivazione organica. Quattro piccoli stati Nagaland, Sikkim, Mizoram e Uttrakhand hanno deciso di trasformare gradualmente tutto il terreno agricolo  per la coltivazione biologica.

(http://www.liuc.it/cmgenerale/default.asp?ssito=200&codice=1)

 

 


  
Pubblicato da Redazione Blumine il 23/07/2012
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