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Alla faccia del made in Italy. E basta!
Pubblicato da Aurora Magni il 28/04/2017 - 0 commenti - visualizzazioni: 2206
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Scusate il tono  inusuale per il nostro blog e che fa trasparire la giusta dose di insofferenza pre 1^ Maggio. Mentre si parla di ‘ standard sociali che vincolino le produzioni di tessile abbigliamento provenienti dai Paesi con accesso preferenziale nell’Unione Europea’e ci si rallegra per l’adozione al Parlamento Europeo di una risoluzione ‘per obbligare i fornitori a rispettare i diritti dei lavoratori (fonte: La Spola 28 aprile 217),  si riscopre la dura realtà degli schiavi della moda che non stanno però  Dacca ma questa volta in Campania.

E’ quanto racconta il servizio giornalistico realizzato da Alessandra Buccini e mandata in onda nel corso della puntata del 27 aprile di  Piazza Pulita (visibile al link pubblicato da giornalettismo.com).

Già Roberto Saviano su Il fatto quotidiano aveva anticipato la puntata con queste parole:  Gli immigrati che vedrete nel servizio spesso entrano in Italia come finti lavoratori agricoli stagionali ma, scaduto il permesso, diventano clandestini e quindi ricattabili. Palma Campania, Bosco Reale, San Gennaro Vesuviano, San Giuseppe Vesuviano, settore tessile: bengalesi che lavorano tutto il giorno per un euro, due, fino a un massimo di quattro euro all’ora. Vivono in Italia come sarti irregolari, come schiavi.

E basta! Cari brand della moda e committenti vari: e degnatevi di controllarla sta benedetta supply chain e di scegliere la legalità e il rispetto dei diritti delle persone. Ecchediamine.


  
Pubblicato da Aurora Magni il 28/04/2017
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