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Anche Burberry è Detox!
Pubblicato da Fabio Guenza il 30/01/2014 - 1 commento - visualizzazioni: 4200
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Da ieri Burberrry si è aggiunto a Valentino FG tra i marchi del lusso che hanno assunto l’impegno DETOX richiesto da Greenpeace.
La mobilitazione è durata solo due settimane, come spiega How to Detox a fashion brand in 14 days, 6 cities and 10,000 tweets.
Si ripropone quindi il modello progressivo campagna di settore-mobilitazione sul marchio-successo. Ma perché ha funzionato su questo marchio e non su altri? Perché alcuni aderiscono senza nemmeno essere oggetto di mobilitazione?

Propongo un paio di ipotesi:

  • "I figli... so' pezzi 'e core": in questo caso, come per Benetton (che di rilevante solo questo fa sulla sostenibilità) la campagna Detox, già forte di per sé, guadagna forza quando prende di mira marchi per i quali il settore bambino è "prominente" e la minaccia alla reputazione diventa più forte (vedi Burberry: Detoxing is not just a fashion fad e Piccoli mostri nell'armadio...)
  • capitalismo avanzato: Burberry, così come Valentino FG, sono aziende a governance avanzata di stampo anglosassone, dove il peso della "famiglia" non è rilevante in termini di decisioni strategiche e il fondatore non è una presenza ingombrante. Il timore che il mercato finanziario possa reagire negativamente (vedi Ancora sulla valutazione delle aziende moda)  non è filtrato da fattori estranei.

Altre se ne possono avanzare. Fatto sta che dal The Fashion Duel (chissà perché Burberry non ne fa parte?) - che oltre al Detox considera anche gli impegni su packaging e foreste dei marchi del lusso - è probabile che entro breve arrivino altre note liete.
Vi sono infatti almeno quattro marchi a cui manca solo una "luce verde" per aggiungersi a Valentino:

  • tre grandi nomi (Dior, Gucci, Louis Vuitton) facenti capo ai due big francesi della finanza internazionale, LVMH e Kering, entrambi impegnati apertamente sulla sostenibilità, e dai quali proverrà secondo me  il prossimo commitment
  • uno, Giorgio Armani, che ha fatto grandi passi nella governance negli ultimi anni (vedi di nuovo Ancora sulla valutazione delle aziende moda) ma ancora non sembra pronto al passo, tanto più che figura tuttora tra i "laggards" (scansafatiche) nella Detox Catwalk

Speriamo, per il nostro sistema moda, di poterci ricredere presto!

 


  
Pubblicato da Fabio Guenza il 30/01/2014
Archiviato sotto fatti/attualità

Commenti
Da Simone Ricotta il 18/02/2014 08.56
E intanto...ANSA, 17.02.2014: "Versace, Louis Vuitton e Dolce&Gabbana tra gli otto marchi sotto accusa: usano sostanze chimiche pericolose" https://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2014/02/17/Greenpeace-sostanze-tossiche-alta-moda-bimbi_10088852.html



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