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Aspettando Techtextil
Pubblicato da Aurora Magni il 07/02/2013 - 1 commento - visualizzazioni: 3121
  Voto    

Techtextil, il più importante appuntamento mondiale dei produttori e utilizzatori di tessili tecnici, si terrà dall'11 al 13 giugno 2013 a Francoforte sul Meno. Le adesioni, assicurano i promotori, hanno già  superato di gran lunga il numero dello stesso periodo di due anni fa. Gli espositori stranieri crescono di numero. La rappresentanza dei produttori indiani registra una vera impennata (+254%) ma anche altri paesi sono presenti con numeri crescenti di aziende rispetto alla precedente edizione (Polonia + 66%, Turchia + 14%, Giappone +10%)

 Saranno presenti anche aziende italiane, cercheremo di capire con quali proposte.

Prima di tutto qualche informazione generale. Techtextil è organizzata in sezioni che evidenziano l’ enorme varietà di applicazioni e di prodotti. Tra queste figurano: edilizia & architettura (Buildtech), abbigliamento sportivo e outdoor (Sporttech, Clothtech), tessuti industriali (Indutech), tecnica medicale (Medtech), settore automotive, ferroviario e aereo (Mobiltech) e imballaggio (Packtech).

Vari simposi, concorsi e premi all'innovazione affiancheranno la manifestazione fieristica e creeranno un valore aggiunto per i visitatori e gli espositori.

Il simposio Avantex prevede tre blocchi tematici con sei relazioni. Tra le tematiche trattate: compositi, tessuti funzionali per abbigliamento,  trattamento delle superfici, tessuti intelligenti , calcestruzzo rinforzato da prodotti tessili. E naturalmente tessuti sostenibili.

 Inoltre, in concomitanza con Techtextil si svolgerà, dal 10 al 13 giugno 2013 nel quartiere fieristico di Francoforte, Texprocess, fiera di riferimento internazionale del settore della lavorazione di materiali tessili e flessibili. Promotore ideale di Texprocess è l'Associazione federale dei costruttori di macchine ed impianti (VDMA) del settore dell'abbigliamento e del cuoio. Gli espositori di Texprocess, provenienti da tutto il mondo, presentano soluzioni high tech per l'industria dell'abbigliamento e la lavorazione tessile. L'offerta di prodotti copre i settori design, creazione di modelli, taglio, cucito, assemblaggio, ricamo, finissaggio tessile, finitura, IT e logistica.

 Qualche anticipazione

Smart Textiles:  produrre energia con i tessuti. Qualche esempio

I cosiddetti smart textiles o tessuti intelligenti svolgono sempre più spesso, oltre alla tradizionale funzione protettiva, anche altri compiti in un contesto energetico e termico, contribuendo così a migliorare la sostenibilità dei  prodotti.

 Per lungo tempo il fotovoltaico organico è stato considerato potenzialmente interessante, ma ora si registrano  soluzioni interessanti. Ad esempio i coloranti usati nelle strutture tessili per la conversione di luce in energia elettrica offrono tutta una serie di vantaggi rispetto alle celle solari rigide: sono flessibili, traspiranti e confezionabili. I sistemi modulari possono essere ad esempio usati per un'alimentazione energetica autonoma nei microsistemi tessili e sono una valida alternativa laddove non si possono usare moduli e film fotovoltaici rigidi. Grazie al progetto

TEXSOLAR dell'Istituto di ricerca tessile Vogtland-Turingia (TITV) di Greiz si è riusciti per la prima volta a realizzare la conversione di energia direttamente su tessuti modificati. Se si riuscirà a farlo anche in condizioni di produzione sarà possibile produrre a basso costo dei sensori tessili autonomi e stabili nel tempo nonché dei componenti elettronici estremamente flessibili per l'impiego nel settore medicale e tecnico. Le celle fotoelettrochimiche sono adatte ai microsistemi con piccole superfici solari per l'alimentazione elettrica di componenti tessili interattivi con un consumo energetico fino a 100 μW. "I tessuti in grado di convertire autonomamente l'energia solare in corrente elettrica faciliteranno la vita alle generazioni future in molti settori", ha spiegato il Dr. Andreas Neudeck, vicedirettore del reparto Ricerca e Sviluppo dell'istituto TITV di Greiz.

Nei prossimi anni assisteremo quindi all'arrivo di prodotti energeticamente autonomi in grado di raccogliere l'energia che ci circonda sotto molte forme. Per il cosiddetto Energy Harvesting nel settore tessile, ovvero la raccolta di minime quantità di energia, si prestano in particolare, oltre alle celle solari fotoelettrochimiche e quelle a film sottile, anche i materiali con caratteristiche piezoelettriche in grado di trasformare deformazioni in tensione elettrica. All'Istituto Fraunhofer per circuiti integrati (IIS) si stanno attualmente sviluppando, nell'ambito del progetto di ricerca europeo PIEZOTEX, dei circuiti elettrici per l'utilizzo con fibre piezoelettriche. Considerando la loro utilità nel campo dei tessuti intelligenti, i ricercatori prevedono enormi potenziali.

Con lo sviluppo di un filato in PVDF si vogliono integrare componenti tecnici all'intero di tessuti che possono essere alimentati di energia mediante il movimento del nostro corpo, ad esempio durante l'attività sportiva. "Pensiamo inoltre a tessuti che aiutino determinati movimenti o procedure di lavoro o a soluzioni che consentano un funzionamento autonomo grazie all'alimentazione piezoelettrica", ha spiegato il Dr. Peter Spies, responsabile del gruppo Energy Harvesting presso l'istituto Fraunhofer IIS.

Un altro esempio che dimostra il possibile utilizzo di nuovi materiali tessili in un contesto energetico al fine di realizzare la produzione di energia senza inutili tempi di inattività, è quello di un sistema di rivestimento a base di CNT per applicazioni di riscaldamento (Carbo e-Therm) sviluppato dalla società FutureCarbon Gmbh di Bayreuth. L'azienda sviluppa dei sistemi di rivestimento funzionali integrando nanotubi di carbonio (CNT) per migliorare in maniera mirata le proprietà di un materiale. I nanotubi di carbonio rappresentano uno dei migliori esempi dei nuovi materiali a base di carbonio. Si tratta di stabili strutture tubolari formate da esagoni, sono particolarmente resistenti e presentano eccellenti proprietà di conduzione elettrica e termica. Sotto forma di additivi all'interno di polimeri sono in grado di condurre calore e di trasformare il rivestimento di una superficie in un riscaldamento a superficie. Applicati sui rotori di un impianto eolico, i nanotubi di carbonio possono essere impiegati per la rimozione e prevenzione della formazione di ghiaccio in inverno, riducendo così  inutili tempi di inattività. Con una tensione inferiore a 42V, che non comporta alcun pericolo, è inoltre possibile utilizzare i rivestimenti a base di CNT come riscaldamento a superficie all'interno di veicoli, per il riscaldamento a pavimento di camper e caravan o nei bagni nonché come riscaldamento tubolare in campo medico.

(Fonte: http://techtextil-texprocess.messefrankfurt.com/frankfurt/en/techtextil-texprocess/aktuelles/press-folder-it.html )


  
Pubblicato da Aurora Magni il 07/02/2013
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Commenti
Da DANIELA ARNOLDI e MARCO SARZI-SARTORI il 08/02/2013 19.51
Molto interessante !

DAMSS


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