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Azioni concrete per prodotti più sicuri
Pubblicato da Redazione Blumine il 10/09/2010 - 0 commenti - visualizzazioni: 3021
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Lo scorso  8 settembre 2010, l’ International Textile Garment & Leather Workers’ Federation (ITGLWF) ha comunicato  la decisione presa da Levi’s e H&M di bandire il “sand-blasting” nella produzione di jeans. La scelta dei due produttori fa seguito alle richieste dell’ITGLWF che chiedeva, già due anni fa, di bandire l’uso della silice libera.

Come dimostrato da numerosi studi, il “sand-blasting”, che prevede l’impatto della silice sul tessuto mediante aria compressa, così da renderlo sbiadito e più soffice al tatto, è causa di silicosi tra i lavoratori. Adesso la federazione mondiale dei sindacati tessili preme per un accordo mondiale che metta al bando questo processo. 

L’associazione americana dei noleggiatori di biancheria e indumenti ((TRSA) ha finalmente comunicato  (1 settembre 2010) di impegnarsi a rinunciare all’uso dei nonilfenolietossilati (NPE) quali ingredienti di detergenti Queste sostanze, ormai bandite in Europa, hanno  finora goduto negli USA di una più benevola considerazione, almeno fino a che l’EPA (ente americano per la protezione dell’ambiente)  non ha cambiato opinione, prevedendo una loro eliminazione totale dal mercato e dall’uso entro il 2013. Il  pericolo legato alla dispersione degli NPE nelle acque è legato alla’influenza che essi hanno sul sistema ormonale dei pesci e dei mammiferi. 


  
Pubblicato da Redazione Blumine il 10/09/2010
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