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Cotonificio Olcese, Felli Color, Itaclab, Mabo e Taroni aderiscono alla campagna Detox
Pubblicato da Redazione Blumine il 16/03/2016 - 0 commenti - visualizzazioni: 3470
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Greenpeace ha dato oggi la notizia che 5 aziende italiane hanno accolto la sfida lanciata  per una moda libera da sostanze pericolose e hanno sottoscritto l’impegno DETOX. E’ cosi salito a 33 il numero di aziende tessili –tutte italiane- che hanno assunto pubblicamente l’impegno e che si aggiungono ai 26 gruppi internazionali della moda e della distribuzione che hanno aderito alla campagna avviata nel 2011.

Le aziende che oggi si sono impegnate appartengono a diversi settori della filiera tessile:

• Cotonificio Olcese spa, produttore da oltre un secolo di filati cotonieri, con sede a Piancogno (Bs)

• Felli Color spa, tintoria di filati, con sede a Martinengo (Bg),

• Itaclab spa, specializzata nello sviluppo prodotto e prototipazione di jeans, con sede a Grottammare (Ap)

• Bottonificio Mabo srl, con sede a Telgate (Bg), nel distretto storico dei bottoni.

• Taroni spa, storica impresa comasca produttrice di tessuti serici di alta qualità e fornitore delle case di moda internazionali, con sede a Grandate (Co).

 Le 5 aziende sono state assistite in tutte le fasi del processo di adesione all’impegno da Blumine srl società di consulenza specializzata nella realizzazione di progetti di sostenibilità per le aziende tessili e della moda.

In precedenza Blumine ha assistito altre 8 aziende italiane nell’adesione a DETOX: Berbrand (bottonificio), Besani (tessitura a maglia), Canepa (tessitura di fibre nobili), Gruppo Miroglio (abbigliamento e tessuti stampati), Italdenim (filatura e tessitura denim), Lanfranchi Lampo (cerniere Lampo), Tessitura Imperiali (tessitura della Seta), ZIP GFD (cerniere lampo).

Le aziende che si sono oggi pubblicamente impegnate a eliminare tutte le sostanze pericolose – ha dichiarato Marco Ricchetti di Blumine - hanno una posizione da leader nei rispettivi mercati per la qualità e la creatività dei prodotti e la costante ricerca di soluzioni innovative. Con il loro esempio dimostrano che oggi è concretamente possibile eliminare le sostanze pericolose senza scendere a compromessi qualità o creatività. Un esempio che speriamo sia di stimolo ad altre imprese”.

L’idea che sia impossibile produrre capi funzionali e di valore estetico senza rinunciare a determinati trattamenti chimici anche se universalmente riconosciuti come pericolosi viene smentita dai fatti – ha proseguito Aurora Magni, presidente di Blumine – grazie alla collaborazione con i produttori di  coloranti e ausiliari chimici, con centri di ricerca e laboratori tecnologici, le aziende tessili possono garantire ai propri clienti tessuti ed accessori chimicamente sicuri e performanti. Ci aspettiamo che i brand della moda e della distribuzione apprezzino e sostengano queste imprese che hanno scelto la sostenibilità.”

Segui gli sviluppi della campagna su https://www.sustainability-lab.net/it/groups/dtxleader.aspx.

Accedi qui ai comunicati delle imprese.

Qui il comunicato stampa di Greenpeace


  
Pubblicato da Redazione Blumine il 16/03/2016
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