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Da Adidas scarpe in seta di ragno
Pubblicato da Aurora Magni il 02/01/2017 - 0 commenti - visualizzazioni: 2788
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La possibilità di produrre seta di ragno affascina da secoli gli scienziati interessati a riprodurre a livello industriale il filo più sottile e resistente al mondo. Esperimenti antichi (ma anche recenti) si basarono sullo sfruttamento di centinaia di ragni ‘costretti’ ad emettere bava che veniva raccolta a filata. Poi sono entrate in scena imprese e università e i risultati non sono mancati. Un tema a cui anche Al Gore ha dedicato recentemente attenzione,

Nel 2002 è l’industria canadese Nexia Biotechnologies a isolare la proteina della seta di ragno rendendola solubile in acqua ma i risultati sono ancora inefficienti dal punto di vista dei quantitativi prodotti. Il metodo adottato è però radicale e si basa sulla manipolazione genetica del DNA di caprette con DNA di ragno, operazione che consente la produzione di latte geneticamente modificato da cui è possibile estratte appunto la proteina da utilizzare per la produzione di filamenti.

L’obiettivo è però quello di sganciare la produzione della seta di ragno dai processi di allevamento delle capre geneticamente modificate. Obiettivo che vede scendere in campo nuovi soggetti di ricerca come  il Kraig Biocraft Laboratories Technology  in collaborazione con l’University di Notre Dame e AMSilk, un’azienda nata dal Technische Universität München nel 2008 e che opera in collaborazione con il  Fraunhofer Institute for Applied Polymer Research.

AMSilk è la prima struttura di ricerca di polimeri a realizzare la seta di ragno su larga scala mediante produzione di proteine da colture batteriche E. coli. La produzione avviene grazie ad un bireattore che ne garantisce volumi di grandi dimensioni .

 
 
 

I trend di sviluppo delle ricerche in corso porteranno la fibra di ragno a importanti applicazioni in campo militare, nel medicale, nell’aerospaziale  ma anche nel settore della  moda. 

Adidas ha annunciato di aver in programma la produzione del primo paio di scarpe al mondo con  il biopolimero sviluppato da AMSilk. Il prototipo ‘Futurecraft Biofabric’ risulta estremamente resistente, leggero e biodegradabile.

 


  
Pubblicato da Aurora Magni il 02/01/2017
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