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European Bioplastics:la produzione di bioplastiche è una soluzione migliore del riciclo
Pubblicato da Aurora Magni il 28/01/2018 - 0 commenti - visualizzazioni: 1707
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In merito alle strategie per la gestione delle materie plastiche in Europa sviluppate dalla commissione UE e presentate il 16 gennaio scorso,  European Bioplastics, l’associazione che rappresenta la filiera europea dei bioplolimeri, così ha commentato:

‘La strategia europea per le materie plastiche, pubblicata dalla Commissione europea, stabilisce obiettivi chiari per ridurre gli sprechi di plastica, aumentare l'efficienza delle risorse e creare valore e crescita occupazionale in Europa, ma fallisce nel presentare un approccio globale limitando l'attenzione della strategia sul riciclaggio meccanico. Sono stati ulteriormente rinviati i passi concreti verso la riduzione della dipendenza dalle materie prime fossili, collegando l'economia circolare con la bioeconomia e il sostegno a soluzioni innovative di plastica a base biologica. Inoltre, i contributi delle plastiche biodegradabili a un'economia circolare sono riconosciuti, ma mancano ancora misure concrete’.

Il documento UE alzainfatti gli obiettivi sul riciclo della plastica: entro il 2030 tutto il packaging deve essere riciclabile il che consentirebbe oltre ai vantaggi ambientali , lo sviluppo di opportunità occupazionali (+ 200mila posti di lavoro previsti). Un obiettivo che per essere raggiunto richiede un diffuso approccio di eco design, la costruzione di filiere mirate e incentivi alla ricerca.

Dal comunicato emesso dall’associazione appare evidente il confronto tra riciclo e sviluppo di bio based come si trattasse di due alternative che non possono coesistere nelle strategie del comparto. Si legge ad esempio:

‘Per alcune applicazioni, le materie plastiche riciclate sono non sempre adatte perchè di  qualità inferiore o per ragioni di sicurezza. Se l'aumento del contenuto riciclato nella plastica è importante per ridurre le materie prime fossili vergini, è necessario incoraggiare lo sviluppo di materie prime da fonte rinnovabile. Sostituendo una percentuale significativa delle materie prime fossili convenzionali le alternative basate sulle piante ridurranno le emissioni di gas serra e contribuiranno a raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite e l'accordo di Parigi.’

L’associazione si è inoltre espressa sul delicato tema della potenziale sottrazione di terreni e risorse a colture prioritarie (food) per la coltivazione di materia prima da destinare ai  biopolimeri sostenendo che questa pratica avrebbe comunque riguardevoli vantaggi occupazionali e l’effetto di valorizzare aree non sfruttate dall’agricoltura tradizionale.

D’accordo invece sulla decisione di limitare l'uso delle oxo-plastiche nell'UE e sulla necessità di rafforzare la pratica del recupero di materiali organici al fine di migliorare la qualità dei rifiuti raccolti e quindi il loro riciclo.

fonte: http://docs.european-bioplastics.org/PR/2017/EUBP_PR_EU_Plastics_Strategy_180117.pdf


  
Pubblicato da Aurora Magni il 28/01/2018
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