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FAO: torna a crescere il lavoro minorile
Pubblicato da Aurora Magni il 29/06/2018 - 0 commenti - visualizzazioni: 1063
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Un problema che certo non riempie le pagine dei giornali ma è bene ogni tanto tornare a parlarne.  

Nel rapporto presentato in occasione  della Giornata mondiale contro il lavoro minorile (12 giugno), la Fao  denuncia che il numero dei minori che nel mondo lavorano in agricoltura è passato dal 2012 a oggi- da 98 a 108 milioni.

E’ uno degli effetti, forse il meno visibile, delle migrazioni forzate indotte dai conflitti prolungati e dei disastri naturali legati al clima. Lo sanno bene, ad esempio, i profughi siriani in Libano i cui bambini sono coinvolti nei lavori dei campi per assicurare la sopravvivenza della famiglia e vengono così sottratti alla scolarizzazione ed  esposti a molti pericoli e rischi, come pesticidi, scarsa igiene del campo, alte temperature e affaticamento nel fare lavori fisici impegnativi per lunghi periodi.

Naturalmente si parla di agricoltura in senso lato ma la coltivazione delle fibre tessili (cotone in particolare) e l’allevamento dei greggi è parte importante di questa realtà ed è bene tenerne conto.

 

Se i bambini studiano il futuro sarà più sostenibile

Gli effetti del lavoro minorile, sottolinea la FAO, non sono solo direttamente identificabili nello stato di salute del minore coinvolto, ma si ripercuotono sulle possibilità di far crescere o meno la comunità rurale in cui il bambino è inserito. Un bambino che non studia vedrà infatti ridotta la possibilità di accedere a  lavori decenti  più tardi nella vita  e di trasferire alla comunità pratiche di coltivazione più moderne.

"Poiché oltre il 70% del lavoro minorile in tutto il mondo si svolge in agricoltura, è fondamentale integrare il lavoro minorile nelle politiche agricole nazionali e affrontare la questione a livello di nucleo familiare. Altrimenti aggraverà ulteriormente la povertà e la fame nelle aree rurali. Dobbiamo spezzare questo circolo vizioso se vogliamo ottenere progressi verso gli obiettivi di sviluppo sostenibile. Fame Zero non è possibile senza Zero lavoro minorile ", ha dichiarato il Vice Direttore Generale della FAO, Daniel Gustafson.

La pericolosità dei pesticidi

Oltre a segnalare gli effetti sul lungo periodo, la Fao ha richiamato l’attenzione su un problema immediato: i danni alla salute dei piccoli provocati dal prolungato contatto con pesticidi. Ha  pertanto sviluppato materiali informativi specifici per ogni singolo paese che offrono indicazioni pratiche, come il Manuale per il monitoraggio e la valutazione del lavoro minorile nei programmi agricolie la Guida visiva dei facilitatori: proteggere i bambini dai pesticidi!

 

Alcuni dati

• Quasi tre bambini su quattro che svolgono lavoro minorile sono occupati in agricoltura

• Dal 2012 ci sono 10 milioni di bambini in più che lavorano in agricoltura

• Dei 152 milioni di bambini lavoratori, la stragrande maggioranza - 108 milioni - vengono occupati in agricoltura, nell’allevamento del bestiame, nella silvicoltura o nell’acquacoltura.

• Quasi il 70% del lavoro minorile è lavoro familiare non retribuito.

• L'incidenza del lavoro minorile nei paesi colpiti da conflitti armati è del 77% superiore alla media globale.

• Quasi la metà di tutto il lavoro minorile del mondo avviene in Africa - 72 milioni, un bambino su cinque, e la stragrande maggioranza lavora in agricoltura -seguita dall'Asia con 62 milioni.

Fonte: http://www.fao.org

 


  
Pubblicato da Aurora Magni il 29/06/2018
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