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Franciacorta-Egitto: il mondo sostenibile di Filmar
Pubblicato da Aurora Magni il 25/09/2016 - 0 commenti - visualizzazioni: 2289
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Negli ultimi decenni globalizzazione e concorrenza asiatica hanno stremato le filature cotoniere italiane. Produrre in Italia è un lusso. Un pensiero condiviso da molti e confermato dalla scomparsa dalla scena economica dei nomi delle prestigiose manifatture cotoniere che fino agli anni 80 del secolo scorso occupavano decine di migliaia di lavoratori in particolare tra Legnano e il bresciano. Chi è rimasto a produrre cotone in Italia ha evidentemente giocato la carta dell’alta qualità, dell’efficienza produttiva ma ha anche cercato –e talvolta trovato- nuovi linguaggi per raccontare il cotone e i suoi straordinari prodotti.

La storia di Filmar da questo punto di vista è davvero emblematica.

L’azienda nasce a Zocco d’Erbusco, tra i vigneti della Franciacorta nel 1958 ed attualmente occupa 130 addetti. Negli anni  ha costruito un network di imprese che operano sinergicamente all’obiettivo di realizzare cotoni di alto livello qualitativo come la Filati Color di Rezzato e l’Olcese di Cogno. Il risultato: 5 milioni di chilogrammi di cotone all’anno che in parte si pregiano del marchio FiloScozia e un fatturato di 60 milioni di euro.

Ma la grande scommessa è stata ed è, vivere la globalizzazione in una logica di sostenibilità. Un approccio che nel 2009  ha portato alla nascita di Filmar Nile Textile che occupa 470 addetti  a Borg El Arab, a pochi chilometri da Alessandria d’Egitto.

“La ricerca del cotone migliore come il Giza long staple ci ha spinto a collaborare con i coltivatori egiziani già a partire dagli anni 80, una collaborazione che è cresciuta fino a condividere  un progetto comune: coltivare cotone biologico di alta qualità- ci spiega Marco Marzoli, amministratore delegato dell’azienda- Il progetto si chiama Cottonforlife, è un articolato programma quinquennale che abbiamo promosso in collaborazione con Alexbank del gruppo Intesa San Paolo con l’obiettivo di ridurre il costo ambientale della  coltivazione del cotone e supportare le comunità agricole locali. Ha inoltre un obiettivo umanitario: sostiene i villaggi di contadini con azioni concrete di supporto alla vita quotidiana e favorisce la formazione e l’impiego dei giovani nella filiera tessile. I risultati? A dir poco entusiasmanti sia sul piano sociale che industriale”.

Cosa significa oggi lavorare in Egitto? Sentite la pressione delle tensioni internazionali nelle vostre attività?

No, affatto. Il nostro lavoro è incentrato sulle persone, sulle comunità che ci ospitano, sui nostri operai e manager egiziani. Abbiamo tutti lo stesso obiettivo che è quello di produrre in modo responsabile su tutta la filiera, rendendola più inclusiva socialmente e competitiva al tempo stesso. Questo modo di lavorare alimenta uno sviluppo socio-economico i cui benefici sono condivisi tra gli imprenditori ed i lavoratori..

Filmar ha recentemente aderito alla campagna Detox di Greenpeace impegnandosi a eliminare dalle proprie lavorazioni le sostanze chimiche indicate dall’associazione ambientalista come pericolose e tossiche.

“La sottoscrizione dell’impegno Detox è stato un passaggio naturale della nostra politica sulla sostenibilità ed è coerente con la filosofia alla base del cotone biologico sviluppata con Cottonforlife. Per difendere il valore della filiera tessile italiana dobbiamo impegnarci in prima persona, adottando la sostenibilità come un asset e una delle nostre principali responsabilità. Non è più accettabile un modello industriale che sacrifichi l’ambiente, metta a rischio le risorse naturali, il futuro del pianeta e che sfrutti le popolazioni più povere. La stretta collaborazione  con i nostri fornitori, in particolare con i tintori di filati, ci consente di condividere obiettivi e metodi e di monitorare congiuntamente l’avanzamento del progetto. Siamo molto ottimisti sul successo che queste scelte sostenibili potranno riscontrare sul mercato. L’apprezzamento registrato durante le ultime fiere presso i nostri clienti indica che la moda è in grado di diventare sostenibile ogni giorno di più.”

All’ultima edizione di Pitti Filati Filmar ha presentato un interessante documentario sull’esperienza egiziana. Come nasce questo progetto?

“Il video è uno strumento fantastico per raccontare una storia. Ma “Lungo il filo, Italia Egitto” non è il solito cortometraggio promozionale. E’ un modo per rendere palpabili atmosfere e avvicinare culture, per raccontare il lavoro e la passione di due grandi terre, la Franciacorta e l’Egitto. Il film racconta la filiera e l’anima del cotone attraverso l’intreccio di vite, luoghi e relazioni, sorvolando le vigne e i borghi storici della Franciacorta, le ampie distese di cotone a Damietta e il mare di Alessandria. Si percorre il Nilo e si raccontano antichi mestieri e villaggi sterrati, canti e feste popolari. Si narra delle raccoglitrici dei bianchi fiocchi di bambagia e dei contadini egiziani che, grazie a CottonforLife possono lavorare in serenità e progettare un futuro migliore per i proprie figli. Perché la nostra idea di sostenibilità è soprattutto questo: rispetto ambientale ma anche solidarietà. Un’idea che intendiamo difendere e rafforzare. 


  
Pubblicato da Aurora Magni il 25/09/2016
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