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Greenpeace pubblica il rapporto sull’energia in Italia
Pubblicato da Redazione Blumine il 30/11/2013 - 0 commenti - visualizzazioni: 2913
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Era il 2009 quando l’Italia insieme agli altri  Paesi europei  approvava per la Roadmap per la riduzione delle emissioni dell’80-95% entro il 2050. Di fatto, a distanza di anni, il Paese dipende ancora fortemente dall’importazione di combustibili fossili inquinanti che hanno ricadute negative sia sulla popolazione (problemi di salute, malattie) sia sull’ambiente.  

Per ridurre la bolletta del paese, che ad oggi ammonta a 65 miliardi di euro l’anno, Greenpeace crede necessario intensificare gli investimenti nell’energia rinnovabile lavorando per una riduzione  delle emissioni di gas serra del 55% entro il 2030.

E’ quanto si legge nell’introduzione al rapporto sull’energia pubblicato da Green Peace realizzato con la collaborazione dell’Istituto di Termodinamica del Centro Aerospaziale Tedesco (DLR) e di EREC (European Renewable Energy Council) e GWEC (Global Wind Energy Council).  Il rapporto mette a confronto due ipotetici scenari: il primo tiene  conto del mantenimento dell’attuale sistema energetico  mentre il secondo, denominato  Energy Revolution, descrive il paese nel processo di cambiamento per riuscire a raggiungere l’obiettivo decarbonizzazione economica entro il 2050 quando ogni italiano dovrà emettere solo 0,5 tonnellate l’anno contro le attuali 6,8 t. Nel primo scenario  la domanda di energia rimarrà stabile, ferma a 169 Mtep al 2050 contro le 167 del 2010 mentre nello scenario alternativo grazie agli interventi di efficientamento energetico saranno 113 Mtep  al 2050, con una riduzione di circa il 32 per cento e un contributo delle fonti rinnovabili pari all’80% . Greenpeace chiede inoltre  al governo italiano di sostenere in sede europea l’adozione di tre nuovi obiettivi vincolanti: almeno il 45 per cento di energia finale prodotta da fonti rinnovabili al 2030, almeno il 55 per cento di riduzione delle emissioni interne di gas serra al 2030 rispetto al 1990, secondo un percorso che dovrà portare a riduzioni del 80-95 per cento al 2050, almeno il 40 per cento di riduzione dei consumi attraverso misure di efficienza energetica al 2030 rispetto ai livelli del 2005.

http://www.greenpeace.org/italy/Global/italy/report/2013/clima/EnergyRevolution2013.pdf


  
Pubblicato da Redazione Blumine il 30/11/2013
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